Copertina 7,5

Info

Past
Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:1982
Durata:34 min.
Etichetta:Bronze

Tracklist

  1. RON FIST
  2. HEART OF STONE
  3. I'M THE DOCTOR
  4. GO TO HELL
  5. LOSER
  6. SEX AND OUTRAGE
  7. AMERICA
  8. SHUT IT DOWN
  9. SPEEDFREAK
  10. (DON'T LET 'EM) GRIND YA DOWN
  11. (DON'T NEED) RELIGION
  12. BANG TO RIGHTS

Line up

  • Lemmy: vocals, bass
  • Eddie Clarke: guitars
  • Philthy Taylor: drums

Voto medio utenti

Che i Motorhead siano stati una sorta di spartiacque fra il Rock-Punk ed il Metal (nella sua accezione piu' ampia) è cosa assodata, quello che molti non ammettono, invece, è che "Iron Fist" uscito nel 1982 sia un album comunque fondamentale al di là del "trittico storico" dei primi 3 albums ( "Overkill", "Bomber", "Ace Of Spades") entrati nell'immaginario collettivo di ogni rocker degno di questo nome.
"Iron Fist" è piu' duro di "Ace Of Spades", piu' metal di "Bomber" e più incisivo di "Overkill", nonostante non goda di una produzione proprio al top ( lo stesso Lemmy considerò alcune tracce non adatte ad essere pubblicate a causa della qualità del suono ), ma sopratutto è l'ultimo album nel quale ha suonato il grande "Fast" Eddie Clarke . E' un album segnato da un destino strano, considerato non all'altrezza da Lemmy, snobbato in parte dai fans, criticato dai media e col tour di supporto che pure non andò molto bene coi problemi tecnici legati al grande pugno di ferro che avrebbe dovuto aprirsi durante gli shows ma che invece spesso fece cilecca!
Ad ogni buon conto quello che contava era la musica e le 12 tracks sono un condensato di velocità, potenza, testi dissacranti, insomma tutto l'arsenale dei Motorhead in bello spolvero iniziando dal grandioso giro di basso della titletrack che ricorda "Ace Of Spades" e che rappresenta la punta di diamante del lavoro. "Heart Of Stone" e "I'm The Doctor" sono 2 rock'n'roll veloci e cazzuti ( grandiose per ilarità le liriche della seconda canzone ), "Go To Hell" e "Loser" hanno riff schiacciasassi, "Sex & Outrage" è oltraggiosa e trasuda sesso, "America" gioca su un riff di chitarra roccioso, "Shut It Down" è veloce ed ancora gira su un intreccio chitarristico efficace mentre l'autocelabrativa "Speedfreak" ( che significa dipendente da anfetamine ed è lo slang americano per "Motorhead") è veloce come solo i Motorhead sanno fare, "Don't Let Them Grind Ya Down" invita a non arrendersi mai, "Don't Need Religion" si muove su ritmiche heavy rock e anch'essa è un incitamento a fidarsi solo di se stessi senza contare nell'aiuto di altri, e la conclusiva "Bang To Rights" pone il sigillo col suo riffama veloce e nervoso.

"Iron FIst" è un album Motorhead al 100%, da rivalutare assolutamente.
Recensione a cura di Marco ’Metalfreak’ Pezza

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