Doomraiser - The Dark Side of Old Europa

Copertina 8

Info

Anno di uscita:2020
Durata:52 min.
Etichetta:Time to Kill Records

Tracklist

  1. PASSAGE
  2. CHIMERA
  3. THE DARK SIDE OF OLD EUROPA
  4. TAUROCTONY (THE SECRET CULT OF MITHRAS)
  5. TERMINAL DUSK
  6. HAXAN
  7. CONTINUUM PT.1 (SUSPENDED IN DARKNESS)
  8. LOATHSOME EXPLORER INTERPOLATION

Line up

  • Nicola Rossi: vocals, synth
  • Marco Montagna: guitar
  • Giuseppe Nantini: guitar
  • Andrea Caminiti: bass
  • Daniele Amatori: drums

Voto medio utenti

Che i romani Doomriser siano una delle realtà più brillanti del doom italiano, non è certo un mistero. Oltre un decennio di onorata attività, quattro ottimi album alle spalle, coerenza e passione per l'heavy più oscuro e misterico, certificano una presenza nel settore che ha da tempo superato i confini nazionali per essere apprezzata anche all'estero. E con gli anni il loro stile si è sempre più delineato ed affinato, inglobando le suggestioni mutuate dai maestri di questo filone musicale e filtrandole attraverso un'interpretazione più personale possibile. Una band che ha cercato di crescere costantemente, un passo alla volta, verso una identità precisa, autonoma e riconoscibile.
Il nuovo "The dark side of old Europa" rappresenta un pò il loro punto di arrivo, una sintesi omogenea di quanto proposto in passato. Brani lunghi e articolati, diversi per impostazione ed atmosfera e sempre ricchi di spunti stimolanti, come l'iniziale "Chimera" che elabora i suoi fondamenti sabbathiani con un'attitudine heavy rock alla Cathedral. Ancora più complessa e ricca la title-track, dove incontriamo passaggi melodici dal mood post-metal, scampoli acustici e pesante doom di matrice Candlemass. Brano cupo e corposo, con ottimi passaggi vocali specialmente nelle parti più morbide ed evocative ed una struttura fluida e articolata che mostra l'alto livello di maturità raggiunto dalla formazione nostrana.
Ancora più lento e cimiteriale il passo della lunga "Haxan", che mi ricorda vagamente i Solitude Aeturnus forse per i toni declamanti di Nicola Rossi, mentre la raffinata "Tauroctony" possiede una sfumatura di sofferenza horror-gotica quasi narcotica nel suo incedere ossessivo. Più tradizionale e old-school la tetra e massiccia "Terminal dusk" (stile Lord Vicar, Count Raven, ecc.), mentre la conclusiva "Loathsome explorer interpolation" ci porta nuovamente in territorio Cathedral grazie ad un buon dinamismo dark-rock ed al chitarrismo seventies della coppia Montagna/Nantini.
Un disco ottimo sotto tutti gli aspetti, a conferma del valore della band capitolina.
Scrivo questa recensione sul finire del 2019, anno ricco di lavori molto interessanti, che concludo con un lavoro consigliatissimo agli amanti del doom metal di qualità.

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