Copertina 6,5

Info

Genere:Prog Rock
Anno di uscita:2020
Durata:67 min.
Etichetta:Elevate Records

Tracklist

  1. FUGA DA UN SOGNO
  2. FIGLI DELL'ALBA
  3. ONDE SCURE
  4. PIOGGIA DI CATENE
  5. IL PREZZO DELLA LIBERTÀ
  6. GRIMORIO
  7. VERSI DI SPERANZA
  8. BARNUM
  9. VENERE
  10. DANZA DEL FUOCO
  11. DENTRO UNA DIVISA
  12. LA CLESSIDRA NEL VENTO
  13. IL MARE DEI SOGNI

Line up

  • Marco Baldassarra: bass
  • Luca Urbinati: drums
  • Giuseppe Marinelli: guitars
  • Mauro Neri: keyboards
  • Giorgio Massimi: vocals
  • Alessandra Filippi: vocals

Voto medio utenti

I NeverDream cambiano sezione ritmica, perdono le suggestioni del sax, reclutano la vocalist Alessandra Filippi a fare da contraltare al founding member Giorgio Massimi, e si tuffano, a 6 anni dal meraviglioso "The Circle", in un'opera tutta nuova. Testi in italiano, copertina fumettosa, concept preso da una storia vera/inventata negli anni della guerra civile americana, e un sound che si alleggerisce (non sempre, ma molto spesso), andando a pescare riferimenti nel grande prog italiano degli anni '70, pur mantenendo la libertà di accelerare metallosamente qualora il pezzo lo richiedesse.

Ah, e poi il grande salto: testi in italiano, per narrare una storia che parla di razzismo, rivolta, redenzione.

Il risultato? mmm boh. "Figli dell'Alba", forse proprio per i testi in italiano, perde parte del fascino dei suoi predecessori. Ma, ovviamente, non può essere solo questione di lingua: a parte i testi infatti (a volte un po' banalotti nelle rime amore-cuore et similia), sono le scelte musicali che molto spesso alleggeriscono la meravigliosa complicatezza del nostro amato progressive, fino a far assomigliare alcune tracce a brani quasi pop, magari con una buona quota di chitarre distorte/drum fills, ma siamo sempre là...
Una menzione va al basso della new entry Marco Baldassarra, che riesce a dare colore ad alcuni passaggi, e... beh, e poi dovreste ascoltarlo. I momenti esaltanti non mancano, e penso a "Il prezzo della Libertà" o alla lunga e (a tratti) interessante "Barnum"; anche il prog metal pestato di "Grimorio" cattura al primo ascolto, anche se, ancora una volta, i testi non hanno, a mio parere, lo spessore dei precedenti lavori, e non è una questione di italiano o inglese...

Insomma, un album dei NeverDream non si ascolta una volta sola, quello è sicuro, e se ne avete la possibilità dategli il tempo di sedimentare e attecchire, come ogni buon album prog richiede tempo; come al solito, ci troverete dentro composizioni complicate e bravissimi musicisti; ciò detto, mi tengo la parola "esaltante" per il prossimo album.

Recensione a cura di Pippo ′Sbranf′ Marino

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