Lords of Black - Alchemy of Souls - Part I -

Copertina 8

Info

Genere:Power Metal
Anno di uscita:2020
Durata:58 min.
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. DYING TO LIVE AGAIN
  2. INTO THE BLACK
  3. DELIVERANCE LOST
  4. SACRIFICE
  5. BRIGHTEST STAR
  6. CLOSER TO YOUR FALL
  7. SHADOWS KILL TWICE
  8. DISEASE IN DISGUISE
  9. TIDES OF BLOOD
  10. ALCHEMY OF SOULS
  11. YOU CAME TO ME (PIANO VERSION)

Line up

  • Ronnie Romero: vocals
  • Tony Hernando guitars
  • Dani Criado: bass
  • Jo Nunez: drums

Voto medio utenti

I Lords Of Black sono, a mio parere ovviamente, una delle più belle realtà che la scena Metal ci ha offerto negli ultimi anni, diciamo dal 2014 quando Tony Hernando e Ronnie Romero avevano dato il via a questa band, esordendo nello stesso anno con l'omonimo album. Un più che discreto lavoro, che però è stato largamente surclassato dal seguente "II" (2016), che aveva inaugurato la collaborazione con la nostra Frontiers, per la quale hanno poi inciso sia "Icons of the New Days" (2018) sia l'appena uscito "Alchemy of Souls - Part I -".

Il periodo intercorso tra gli ultimi due album non è stato facile, soprattutto per il momentaneo allontanamento dal gruppo di Romero, che a inizio 2019 ha deciso di dedicarsi ai suoi altri impegni. A questo punto Tony Hernando ha provato a rimettersi in pista avvalendosi del supporto di Dino Jelusic e di Diego Valdez, quest'ultimo annunciato anche come nuovo cantante e con il quale hanno iniziato a lavorare al nuovo disco. Le cose però non hanno funzionato e tutto si è sistemato con il rientro nei ranghi di Romero. Una formazione dove ritroviamo anche il bassista Dani Criado (già presente sul precedente "Icons of the New Days"), mentre dopo diversi anni di collaborazione dobbiamo registrare l'abbandono del batterista Andrés Cobos (ex Dark Moor, Saratoga...) sostituito dal belga Jo Nunez (dai Firewind e con trascorsi nei Kamelot e Nightrage).

L'avvicinamento a "Alchemy of Souls" non è stato evidentemente facile, ma i risultati sono eccellenti, visto che l'ultimo nato in casa Lords Of Black si mantiene ai livelli dei suoi predecessori, pur con un feeling ed un sound meno intenso e drammatico ma più meditato e melodico.
Ad ogni modo l'opener "Dying to Live Again" si snoda nella più classica tradizione dei nostri, con un bel pulsare ritmico e presa per mano dalla stupenda voce di Romero per poi aprirsi all'inevitabile assolo di Hernando. Niente di nuovo sotto il sole, e nemmeno dall'oscurità che troviamo nel titolo della seguente "Into the Black", dove cambia l'ordine dei fattori ma il risultato non cambia. L'intensa e melodrammatica "Deliverance Lost" avrebbe meritato un drumming più vario e meno scandito, e forse sia Jo Nunez sia Roland Grapow (che ha nuovamente co-prodotto, mixato e masterizzato l'album) potevano fare qualcosa di meglio, pertanto tocca alla solita coppia Romero/Hernando andare a fare la differenza. L'abbrivio di "Sacrifice" ha qualcosa dei Kamelot mentre il mid-tempo "Brightest Star" e la più spedita "Closer to Your Fall" lasciano, rispettivamente, trasparire un tocco più progressive e catchy, ben integrato nel sound dei Lords Of Black, che poi si ammorbidiscono aprendo sulle note di un piano la successiva "Shadows Kill Twice" che a sorpresa non si rivelerà una ballad bensì un episodio all'insegna del Power. Nessun cedimento nemmeno con "Disease in Disguise", ruvida e arrabbiata, dove il cantato di Romero non può non far ripensare al repertorio solista di Ronnie James Dio, un legame ancora più evidente su "Tides of Blood" ("We were slaves of a will..."). L'arpeggio acustico che apre la titletrack sembra presagire a grandi cose e, infatti, siamo davanti al momento clou del disco, una suite di oltre dieci minuti, ricca di pathos e impeto, sapientemente dosati e alternati, un blend dove i Lords Of Black danno sempre il meglio di se.
Poteva finire qui, invece si accommiatano con la breve ballad "You Came to Me" che, oltre a mettere ulteriormente in risalto le qualità di Romero, immagino ci rimandi all'appuntamento con la seconda parte dii "Alchemy of Souls".

"II" resta la loro miglior uscita, ma anche in questa occasione i Lords Of Black convincono e mettono in mostra le loro qualità, su tutte la voce e le capacità interpretative di Romero. Il rischio però è quello che si adagino nella loro comfort zone, ripetendo "all'infinito" le stesse soluzioni, e il "Part I" aggiunto al titolo non presuppone niente di buono in tal senso.
Certo però che se i risultati sono poi questi, si può anche chiudere un occhio.



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Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 23 nov 2020 alle 08:18

Completamente d’accordo..altro discone che era partito in sordina ma poi è esploso.

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