Copertina 7,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2020
Durata:42 min.
Etichetta:Heavy Gloom Productions

Tracklist

  1. PROCLAMATION
  2. GATHERING STORM
  3. DESCENT
  4. PERDITION
  5. CORRUPTION
  6. THE SIEGE
  7. FINAL BATTLE

Line up

  • Tricia Myers: vocals, lyrics
  • Jason Yorke: vocals, guitar, bass, programming
  • Brian Rush: vocals, synths

Voto medio utenti

Gli Empyrean Fire vengono da Portland, Oregon, e suonano Black Metal ma, a differenza di tanti loro conterranei, non nella versione "cascadian" del genere, alla Wolves in the Throne Room per capirsi, quanto in una declinazione sinfonica che tanto deve, per stessa ammissione del gruppo, all'influenza scandinava degli anni '90, periodo nel quale questo tipo di suono veniva forgiato e reso immortale da alcuni album capolavoro.
L'esordio del gruppo, il qui presente "Deliverance", è, dunque, un album, in qualche modo, nostalgico perchè guarda ad un'epoca artistica ormai datata, ma, al di là della originalità che non può certo essere il suo punto di forza, esso risulta riuscito e ricco di spunti molto interessanti che vanno dalle atmosfere mistiche che lo avvolgono, alla componente violenta costituita da un riffing gelido e tagliente, ai vocalizzi eterei della singer Tricia che ben si amalgamano con lo scream urticante del leader Jason, fino ad arrivare agli arrangiamenti dei brani sempre molto curati ed alle intuizioni in chiave melodica che rendono la proposta affascinante nel suo essere misteriosa e sottilmente minacciosa.
Gli Empyrean Fire, va sottolineato, non dimenticano la loro provenienza, tanto è vero che, nella loro miscela, è possibile scorgere richiami al death americano ma anche riferimenti al già citato cascadian black metal che, come un'ombra, sembra giacere sullo sfondo della musica dei Nostri arricchendola, quindi, di sfumature insolite per dischi di questo tipo, sfumature che riescono a distinguere "Deliverance" dalla massa delle uscite simile e che ci impediscono di considerarlo un clone di qualche lavoro di Dimmu Borgir e compagnia sinfonica, fermo restando che i norvegesi appena citati, oggi, si sognano di scrivere un album di questa qualità, un album, cioè, composto e suonato con la giusta attitudine, ottimamente in bilico tra melodia e brutalità, dalle atmosfere magniloquenti ed oscure e dall'antico "sapore" sinistro che trova ispirazione nel "Paradiso Perduto" di Milton, opera che ispira il concept che regge "Deliverance".
Non ho dubbi nell'affermare che tutti gli amanti del Symphonic Black Metal di qualità troveranno pane per i loro denti in questo debut che si candida, tra le altre cose, come uno dei migliori lavori del genere mai venuto fuori dagli Stati Uniti, terra di solito avara in questa materia.
Per quanto mi riguarda, una bella sorpresa di fine anno.
Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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