Copertina 8

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2022
Durata:43 min.
Etichetta:Independent
Distribuzione:All Noir

Tracklist

  1. THE EMERGENCE OF BEING
  2. DRFTING IN THE SEA OF FLAMES
  3. COMPANION OF LIGHT
  4. THREATENING SHADOWS
  5. LONELY THE MOON IS ENTHRONED
  6. MY BURDEN THE LAST CROWN

Line up

  • Tyrann: rhythm guitar, lead vocals
  • Cryst: bass, lead vocals, lead guitar
  • Ortok: drums

Voto medio utenti

In un paese come la Germania che, soprattutto negli ultimi anni, vuol dire eccellenza quando si parla di black metal, emergere in questo particolare genere e riuscire a stare al pari con i migliori, è compito tutt'altro che facile o scontato.
Evidentemente, invece, i berlinesi Stiriah non si sono fatti "intimidire" dalla situazione, e con "...of Light" non solo rilasciano il loro miglior album, ma scrivono quello che, con ogni probabilità, sarà uno dei migliori lavori black dell'anno.
Non sono avvezzo ai facili entusiasmi, tuttavia i sei lunghi brani di questo album mi hanno letteralmente conquistato: furiosi, aspri, desolati, melodici ed ispiratissimi hanno saputo creare una sublime atmosfera oscura nella quale l'ascolto ci sprofonda e dalla quale si viene avvolti e stretti in una morsa che non ti lascia respirare.
Gli Stiriah, che dopo essersi riformati nel 2014 non hanno mai sbagliato un lavoro, riescono a pescare dagli anni '90 mantenendo, tuttavia, una marcata personalità ed una urgenza espressiva che esplode, letteralmente, grazie ad irrefrenabili blast beasts, chitarre ricche di strepitose dissonanze che fendono l'aria, scream passionale e lacerante, ed una sezione ritmica metronomica, il tutto fuso all'interno di una produzione cristallina, praticamente perfetta, che riesce, tra le altre cose, a dare una marcia in più alle sottili inflessioni melodiche, epiche e tormentate, le quali, unite ad una esecuzione tecnica di alto livello, vanno a costituire l'anima di un disco superlativo e spietato arricchito, anche, da un artwork che io ho trovato particolarmente affascinante nel suo essere "diverso".
"of Light", tra momenti più ragionati, in cui si apprezzano le curatissime tastiere, e devastanti incursioni del puro caos, ci conduce per mano, dall'inizio alla fine, in un sofferente peregrinare tra le ombre del genere umano mettendo in risalto quel filo del rasoio che esiste tra l'origine e l'estinzione dell'esistenza stessa, in una dicotomia che qui dentro trova la sua perfetta rappresentazione in una musica possente, lancinante, dal riffing spietato, e magmatica nel suo saper coagulare tante sfaccettature e tante emozioni diverse.
Emozioni, chiaramente, dolorosissime.

Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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