Benvenuti all'Inferno! - Storia delle origini del Black Metal

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Pubblicato il:07/10/2021
Non esiste niente di più noioso, inutile, borioso e insignificante di un ennesimo libro che cerca di analizzare il perchè e il percome un manipolo di ragazzotti viziati e annoiati abbia iniziato ad ammazzarsi a vicenda, fare cosplay medioevali e radunarsi in umide cantine norvegesi (e ogni tanto facevano un po' di musica perchè "dopo un po' diventa noioso anche uccidere", per altro orrenda nel 98% dei casi). Questo tipo di fenomeno non merita nessun tipo di approfondimento, sarebbero montagne di parole al vento. Letteralmente sprecate. Sarebbe un'enorme fatica, riguardo una storia sentita e risentita mille volte, riassumibile con quello che ho appena scritto.
Invece Flavio Adducci con il suo "Benvenuti All'inferno, storia delle origini del Black Metal", edito per Officina di Hank, ha fatto tutt'altro. Ha partorito qualcosa di molto più interessante e ampio.

Edito nel novembre del 2020, ‘Benvenuti all’inferno’ racconta con dovizia di particolari, vita, morte e maledizioni della musica satanica, fino al 1993. Letteralmente qualsiasi cosa sia ‘proto black metal’ o ‘first wave of black metal’, cercando in ogni branca della musica del ‘900, da Robert Johnson ai Mayhem.
L’autore, ha cercato questi artisti e gruppi con due parametri: i riferimenti più o meno velati al Diavolo, al Demonio, a Satana nei testi e nelle iconografie di questi artisti, quindi ciò che ha influenzato l’immagine del Black Metal degli anni ‘90. Dall’altra parte, Adducci ha cercato anche l’estremismo musicale inteso nel senso più ampio e vario del termine, quindi quello che ha anticipato di anni il Chaos musicale (e in qualche maniera identitario) del movimento che tutti noi conosciamo.

Ed è in questo aspetto che ‘Benvenuti All’inferno...’ si differenzia da altri libri sullo stesso argomento: parte da lontano, dal travisato Tritono che ha dato vita alla ridicola pagliacciata norvegese (a cui però Adducci non associa i miei stessi aggettivi, buon per lui). Flavio parla indirettamente di tanti argomenti, che ha studiato in maniera seria, e soprattutto parla analiticamente e con cognizione di causa dei gruppi che analizza: non riassume la paginetta di wikipedia.

In questo libro troveremo gruppi apparentemente fuori posto, ma che l’autore riesce a contestualizzare e a convincerci che in qualche maniera sono stati precursori o parte del metal estremo satanico.
Secondo me questo è uno di quei libri 'enciclopedici', uno di quei libri che non occorre leggere tutto d’un fiato, ma che si può comprare, capire come funziona e posare sulla mensola, aspettando di consultarlo all’occorrenza. E lui sarà lì, preciso e puntuale ad aspettarci, per raccontare i segreti e i retroscena dei gruppi (principalmente anni ‘80) più estremi del mondo.

Una menzione particolare per la sezione italiana. A differenza di altri libri di questo genere, non è nè sbilanciata nè leccaculo: probabilmente è più approfondita di altre, ma principalmente per una maggior reperibilità delle fonti e, visto che è tuttosommato una scena underground, una maggiore possibilità di interviste esclusive, aneddoti raccontati, leggende alimentate dal passaparola e cose di questo genere. Flavio non nega mai l’amore e l’affetto personale che nutre per la musica prodotta dal proprio paese, ma non esagera.

Benvenuti all’Inferno! - Storia delle origini del Black Metal” (nonostante la copertina) secondo me è un libro utile ed interessante, che fornisce punti di vista inediti ed inusuali. Compratelo, non ve ne pentirete!

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Articolo a cura di Carlo Masoni

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