Copertina 8

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2024
Durata:47 min.
Etichetta:Smile Music

Tracklist

  1. PETRICHOR
  2. WHISPERER
  3. OBISIDAN
  4. OZYMANDIAS
  5. SHALLOW SHORES
  6. REDEMPTION
  7. THE OLD MAN OF STORR
  8. THE TRIDENT IS BURNING
  9. NECTAR
  10. IN THE SHADOW OF THE SUN

Line up

  • Míra Litoměřický: guitars, vocals
  • Lukáš Mai: guitars
  • Mára Hubocký: bass
  • Filip Wintr: drums

Voto medio utenti

Dopo 2 album veramente validi, come Amnesia (2018) e Omfalos (2021), i cechi InnerSphere, riescono a sfoderare un lavoro addirittura superiore che, fino a questo momento, si può considerare senza alcun dubbio, l’apice della loro creatività.
In The Shadow Of The Sun, uscito per la connazionale Smile Music, ci propone il consueto sound estremamente accattivante dei Nostri in cui, epiche e romantiche melodie, vengono abilmente combinate, in maniera del tutto naturale e armonica, con partiture più aggressive, dalle tinte thrash-melodic death.
All’interno del disco, si possono trovare composizioni dalle trame molto articolate (su tutte, l’arabeggiante Petrichor e Obsidian, con le sue striature progressive), oppure pregne di eroica fierezza (spicca l’accoppiata The Old Man Of Storr-Trident Is Burning), ma soprattutto, ciò che rapisce di questo album, è l’enorme trasporto emotivo sprigionato, che trova la sua massima consacrazione in corrispondenza di tracce che, per espressività, sembrano scavare un autentico solco nelle viscere dell’animo umano; è questo il caso della malinconica Whisperer, o delle emozionanti Ozymandias, Redemption, Nectar, o anche, della stessa title-track).
Musicalmente parlando invece, eccellente è il lavoro svolto da Míra Litomerický, sia vocalmente, affidandosi al suo growl profondo e sofferente, sia alla chitarra, dove mostra tutte le proprie qualità ed il suo gusto musicale destreggiandosi, con sconcertante disinvoltura, tra assoli e riffs o semplicemente in fase di costruzione dei brani. Anche l’altro chitarrista, Lukáš Mai, da sempre compagno di viaggio di Mìra, si rende protagonista di un lavoro egregio, mentre la sezione ritmica, affidata a Mára Hubocky (basso) e Filip Wintr (batteria) è in costante evoluzione, muovendosi tra velocità schizofreniche e tempi dispari.
In The Shadow Of The Sun è un lavoro davvero notevole, in grado di far emergere le enormi qualità compositive ed esecutive degli InnerSphere, il cui principale pregio tuttavia, rimane l’enorme intensità emotiva, tramite la quale, riescono a mettere a nudo il proprio cuore, senza però penalizzare la sostanza.
In un mondo (non solo musicale) sempre più freddo e stereotipato, riuscire a trasmettere emozioni (che poi dovrebbe essere il fine unico dell’arte, in generale) oggi è gran cosa! Una caratteristica assai rara, capace di fare la differenza, più delle capacità tecniche fini a loro stesse.
Quindi, se cercate un disco di qualità, intimo e, al tempo stesso, incisivo, In The Shadow Of The Sun fa sicuramente per voi!





Recensione a cura di Ettore Familiari

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