Fuori i fighetti, si accomodino oltre la porta i modaioli e gli ascoltatori occasionali; qui non c'è posto per loro, qui si parla di metal, di quello vero, sudato, vissuto.
Questi aggettivi calzano bene al primo live album dei grandissimi
Satan, che arrivano a celebrare sui palchi quel ritorno maestoso ed eccezionalmente riuscito che risponde al nome di
Life Sentence, disco uscito l'anno scorso, dopo ben 26 anni di silenzio discografico.
Trail Of Fire: Live In North America vede all'opera la formazione originale, quella che, oltre ad aver registrato il succitato CD, ha realizzato nel lontano 1983 quello splendido mix di power, speed, thrash ed heavy classico che risponde al nome di
Court in The Act. Quasi tutte le canzoni di quella pietra miliare trovano posto su questo live, alternate ai brani (altrettanto validi) di
Life Sentence. Comprensibile la scelta di non proporre canzoni dai capitoli discografici cantati all'epoca da
Michael Jackson (no, non è il ringo boy, ma questo
qui), e la curiosità di sentire quei pezzi interpretati da
Brian Ross, rimane purtroppo tale. Pazienza, c'è ugualmente da godere.
Nessun ritocco, 100% live, come testimoniano diversi cambi di volume, feedback, errori e stonature, tutto è stato lasciato così come è stato suonato sulle assi dei palchi; tremendamente vero, underground, reale. Se da una parte la resa sonora avrebbe potuto essere parecchio migliore, il disco non perde un grammo di potenza, anzi, gli episodi tratti da
Court in The Act acquistano nuova vita (vista anche la scarsezza della registrazione dell'epoca) e risultano dannatamente attuali. Il loro sound, a dispetto della loro età, non è invecchiato minimamente ed il loro stile, unico ed affascinante, conquista canzone dopo canzone. La band è in palla, non si perde in siparietti, non tergiversa con assoli di batteria ma elargisce cruda potenza sui presenti. Il lavoro è stato registrato durante 6 show che i
Satan hanno tenuto in 6 giorni, in 6 stati diversi e sotto lo stage la gente canta, rumoreggia, interagisce, è insomma presente e non asettica, cosa che contribuisce positivamente a quel senso di "reale" di cui parlavo poco fa. Mi ricorda, per certi aspetti,
Live in L.A. dei
Death, un disco registrato col culo (tutti sappiamo perché) ma proprio per questo, vitale, intimo.
Se non avete avuto la fortuna di assistere ad un loro show,
Trail Of Fire: Live In North America può (in parte) sopperire a questa mancanza e catapultarvi nel loro mondo.
Mi rendo conto che la pochezza della registrazione potrebbe scoraggiare i più, se avete qualche annetto, però, non ne farete un dramma e penserete ai bootleg nelle gloriose cassettine passate di mano in mano, roba da carbonari del metallo, sensazione che rivive nei suoni di questo live.
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