Non sono trascorsi nemmeno 12 mesi dall'uscita di "Eparistera Daimones", debut album dei
Triptykon, golem sonoro plasmato dalla creta dall'ex
Celtic Frost Tom Gabriel Fischer, che è già il turno di un nuovo EP intitolato
"Shatter". Questa nuova uscita è formata da soli cinque brani, di cui solamente tre inediti e dalle versioni live di due dei più celebri cavalli di battaglia dei Celtic Frost, veri e propri antesignani del death e black metal. Ma procediamo con ordine: l'EP si apre con
"Shatter" (di cui è stato pure girato un videoclip che potete vedere in calce alla recensione), un brano lento e cupo dove la voce di Fisher si intreccia con delle suadenti linee vocali femminili, sovrastato dal suono grasso e profondo del basso. Con
"I Am The Twilight" i ritmi non accelerano, si rimane sempre ben piantati in un brano cadenzato che invita all'headbanging e che ricorda da vicino il ritornello di una canzone come "Goetia", con sempre la voce inconfondibile di Warrior a condurci nei meandri più oscuri di "Shatter". Il registro è invece diverso su
"Crucifixus", una canzone in cui sono i synth a farla da padrone, tra suoni sinistri e inquietanti e la totale assenza di vocals, che lo rendono un brano quasi ambient da brividi che potrebbe benissimo essere la colonna sonora di un film dell'orrore. Le ultime due tracce sono invece la riproposizione dal vivo che i Triptykon hanno suonato nella data olandese di Tilburg del Roadburn Festival lo scorso aprile di due classici targati
Celtic Frost, ovvero
"Circle of The Tyrants" e
"Dethroned Emperor": inutile spendere parole sui suddetti brani in sè, in quanto rappresentano dei capisaldi del metal estremo, mentre compatta e decisa è la prova del gruppo che accompagna Fischer, il quale sforna una prestazione vocale veramente fenomenale. Certo, non si tratta dei Celtic Frost, ma basta la sola voce di "Warrior" per far accapponare la pelle.
"Shatter" quindi conferma lo stato di grazia che il leader dei
Triptykon sta attraversando, e come solo rammarico ci lascia quello di una durata veramente misera e di soli tre brani inediti. Ma se queste sono le premesse, ci sarà da divertirsi con il prossimo studio album!
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