Copertina 8,5

Info

Past
Genere:Avantgarde
Anno di uscita:2000
Durata:43 min.
Etichetta:Code666 Records

Tracklist

  1. EMBOSSED
  2. THE GREYNESS GROWS ALREADY OLD
  3. DANZA
  4. A FLICKERING WARMTH
  5. MYRIAD
  6. PURSUING THE INSTINCT
  7. THE BLOW'S RHYMER
  8. ELAPSED

Line up

  • Davide Tiso: vocals, guitar, synthesizer
  • Giuliano Mogicato: vocals, guitar, bass, synthesizer

Voto medio utenti

Non avrei mai pensato che in Italia potessero esistere band di simile caratura. E ancor meno avrei creduto che tale piccolo gioiello potesse essere assemblato da due sole persone. Si, avete capito bene, gli Ephel Duath sono un duo padovano (Davide e Giuliano) che ci delizia con un Black Metal dal sapore avanguardistico. Infatti i nostri, pur partendo da una base black metal che molto deve a gruppi come gli Emperor di “In The Nightside Eclipse”, la mutuano con elementi progressivi ed epici ed un uso della tecnologia molto intelligente e di pregevole fattura. Le chitarre sanno ricreare quell’aurea di malvagità e d’angoscia care alla scena norvegese e l’uso della melodia, di chiara matrice occulta ed esoterica, non sminuisce l’assalto sonoro che si mantiene sempre su coordinate medio-alte. Il drumming elettronico dona quel tocco di marzialità e glacialità che va a tutto vantaggio della malattia che il disco vuole esprimere. La struttura delle song risulta il più delle volte abbastanza complessa e tecnica ma mai banale e autocelebrativa, a testimonianza dell’ottimo lavoro di songwriting che c’è dietro un disco del genere. Superba la prova vocale di Davide il cui screaming è davvero ossessivo e marcio. Sono altresì presenti momenti più atmosferici ed evocativi che donano quella varietà capace di prevenire eventuali attacchi di noia. In questo senso la sognante e strumentale “Myriad” posta a metà disco risulta davvero una mossa azzeccata. Altro aspetto da sottolineare è l’ottima produzione che si discosta dai soliti cliché del genere e risulta molto pulita e potente. Il disco inoltre è racchiuso in un lussuoso digipack nero (e poteva essere altrimenti?) davvero molto bello, in pieno stile Code666. In definitiva un lavoro decisamente molto buono che sa stupire e spiazzare l’ascoltatore per la sua intelligenza, e questo è un pregio non da poco. Tuttavia potrebbe essere un’arma a doppio taglio e da questo punto di vista chi crede che band come i Marduk e i Dark Funeral siano la massima espressione del black metal potrebbero avere una sconvolgente rivelazione. Insomma, se ancora non lo aveste capito questo è un signor disco. A voi trarne le conseguenze.
Recensione a cura di Luigi 'Gino' Schettino

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