Disco di debutto per gli svizzeri Amagortis, band autrice di un brutal death alquanto canonico che, senza scomodare gli ovvi riferimenti ai padrini Cannibal Corpse, in Europa può essere accostato a quello degli olandesi Severe Torture. Indi abbiamo downtuned guitars, deepthroat grunts e tematiche splattergore.
Il platter non è malaccio, pur limitandosi a riproporre pedissequamente la lezione americana, e non sarebbe nemmeno questo il problema se non fosse che, questo disco, ha una quasi cronica carenza di accelerazioni devastanti e di certe sfuriate di doppia cassa che ne avrebbero di sicuro aumentato il potenziale malevolo. Songs come “Cannibal Semen” e “History Bodies” hanno cadenze pesanti, enfatizzate dal profondissimo growling di Stefan Grimm, ma, pur essendo io un fan di questo tipo di death metal, non posso sottacere che qualche belle sfuriata in più non sarebbe stata male, magari aumentando un pelo la velocità. Il groove è essenziale per il death metal, ma di troppo groove ci si può anche stufare.
Tuttavia la band ha tutto il tempo per affilare le armi, partendo da questo “Abominable” che comunque rappresenta una discreta base sulla quale costruire e maturare un sound più personale e sfaccettato.
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