A due anni dal debut, ecco il secondo album della power/ thrashy band tedesca che ci ripropone quel tipico sound che ci aveva così positivamente colpito, caratterizzato da riff taglienti e melodici, grande tecnica esecutiva e vocals dirompenti da parte di Markus Becker ( già vocalist degli Atlantean Kodex ) che con la sua timbrica alta e chiara ricorda un po' Joey Belladonna.
Autoprodotto dalla band stessa, il disco gode di un suono ruvido ma pulito, con una certa varietà di stili che vanno da sfuriate tipicamente Thrash a momenti più classix - power metal, sempre dominati da un drumming incalzante e ricco di accelerazioni
Il riffama si muove su un'alternanza fra ritmi veloci e serrati, bridge melodici, solos tecnici e up tempo sostenuti, da rimarcare la stupenda "
Home Sweet Hell", caratterizzata da un grande solo in twin-guitars, la potente titletrack che inizia con un riff che ricorda i migliori Metallica, l'incalzante"
Make A Stand " che rimanda agli Annihilator, "
P.o.t.u.s.a." è invece un'atto d'accusa contro l'attuale Presidente Usa, "
Nothingness Awaits" è veloce col suo drumming forsennato, i riff potenti e le vocals cattive, mentre "
Sunset Blood" chiude il lavoro in modo inatteso, è una metal ballad elettrico - acustica che valorizza l'ugola di Becker, sicuramente più consona in brani come questo che in quelli tirati
Come avevo già indicato nella mia recensione del debut album, i Septagon portano dinamismo e freschezza nel panorama Thrash europeo monopolizzato da troppo tempo dai soliti "dinosauri" .
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