Gli
Unfelled sono il contraltare musicale pagano, e più brutale, dei Woods of Desolation, band principale del poli strumentista
D. che, accompagnato da
Vlad alla batteria e
Mitch alle vocals, da alle stampe questo album d'esordio confermando, tante volte ce ne fosse bisogno, la sua innata classe e la sua abilità nello scrivere melodie e canzoni che ti entrano immediatamente in testa.
"Pall Of Endless Perdition" è un lavoro che sarebbe potuto appartenere alla discografia dei sommi Drudkh, vista la vicinanza alle traiettorie epiche e melanconiche degli ucraini, ma ha una sua personalità armonica ed un suo pathos distintivo i quali, assieme, rimandano, immediatamente al suo autore, e ci accompagnano tra vasti paesaggi, delicati arpeggi, furia dallo spirito belluino e spettacolari melodie che, come fulmini a ciel sereno, squarciano il muro sonoro che
D. e compagni creano con maestria e talento sopra le righe.
Gli
Unfelled vengono ad essere un gradito regalo di una terra lontana come l'Australia la quale, in ambiti estremi, non delude mai ed ancora una volta ci emoziona con le note provenienti dalla sua meravigliosa geografia e dalla passione di musicisti che il mondo intero dovrebbe conoscere ed ammirare, se questo mondo fosse giusto e meritocratico.
Sappiamo tutti che non è così, ma ci "accontentiamo" di ascoltare e riascoltare
"Pall Of Endless Perdition", un delizioso ibrido di trionfo e melodia prevalentemente incentrato, a livello tematico, su spargimento di sangue, guerra e morte, quello che, ci dice il gruppo, è il triplice mantello sotto il quale giace l'eterna oscurità della nostra civiltà.
Chiudiamo gli occhi, apriamo il cuore, amiamo la vera musica.
Il resto è mercificazione o vile prostituzione artistica.
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