Copertina 7

Info

Anno di uscita:2025
Durata:47 min.
Etichetta:Prosthetic Records

Tracklist

  1. BIOLUMINESCENCE
  2. NEBULAE
  3. SLIPPING BURGUNDY
  4. POSEIDON'S HYMN
  5. DUELING SUNSETS
  6. STATIC REPETITION
  7. FRAGILE TRANQUILITY
  8. MOURNFUL AMBIENCE

Line up

  • Tony Thomas: guitars, keyboards
  • Chelsea Murphy: vocals
  • Ian Baker: bass
  • Ron Bertrand: drums

Voto medio utenti

Nati per volontà di membri di band quali Botanist, Cailleach Calling, e Tómarúm, gli americani Dawn of Ouroboros giungono al loro terzo lavoro, secondo per la Prosthetic Records, continuando nel solco di quel progressive metal, con abbondanti dosi di black e death, che contraddistingue il gruppo sin dai suoi esordi.
La musica del quartetto gioca con l'alternanza tra partiture molto violente ed estreme e momenti più "ragionati" e quasi sognanti, di chiara matrice "post", in un gioco di contrasti dove protagonista assoluta è la voce di Chelsea Murphy capace di passare, con estrema disinvoltura, dal growl allo scream ed al cantato "pulito", mentre, a livello strumentale, si evidenzia la preparazione del gruppo e la sua ricerca della melodia all'interno di un contesto, comunque, brutale e con poche concessioni alle "facilonerie".
"Bioluminescence", di cui potrete ammirare anche un artwork a mio avviso magnifico, non è un album rivoluzionario, ma le sue atmosfere spaziali (sostenute da efficaci giri di tastiera), le fughe chitarristiche di gran pregio e gusto, e la sezione ritmica sempre precisa, sapranno accontentare gli amanti del metal intelligente e dal taglio progressive, sebbene al suo interno non ci siano momenti per cui sobbalzare dalla sedia, quanto, piuttosto, una buona qualità media e la decisa volontà di proporre un suono personale, ricco di influenze varie (davvero troppi i gruppi che potrei citare) e, certamente, ben arrangiato e ben suonato, che porta il gruppo a viaggiare su percorsi, come ricordavo in alto, contrastanti che sapranno attirare l'attenzione di un pubblico vario e, non per forza, dedito all'estremo.
Come tutti i lavori complessi, anche questo avrà bisogno di vari ascolti per essere apprezzato, così come i suoi dettagli, le sue atmosfere, e le varie dicotomie, verranno fuori con il tempo e con la pazienza regalando, alla fine, un ascolto piacevole ed un viaggio sonoro ricco di colori ed umori come quelli di un variopinto quadro moderno.
Se non siete ancorati solo ai grandi nomi e se, soprattutto, amate gli ascolti non banali, vi consiglio di dare una possibilità a "Bioluminescence" ed alle sue melodie brutali e interstellari.
Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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