Secondo album per gli americani
Aversed, provenienti da Boston (Massucchussetts), intitolato
Erasure Of Color e immesso sul mercato dalla
M-Theory Audio.
Il disco è caratterizzato da una commistione, tutto sommato abbastanza riuscita e ben amalgamata, di melodic death, thrash e progressive metal; quest’ultimo, palpabile soprattutto nella struttura, alquanto elaborata, in cui si sviluppano le 9 tracce che compongono l’album.
Erasure Of Color è, per lo più, avvolto da atmosfere claustrofobiche, per merito di una sezione ritmica particolarmente tirata, che però, spesso e volentieri, presta il fianco a soluzioni melodiche efficaci, quanto inaspettate.
Parallelamente, la voce di
Sarah Hartman alterna un growl non proprio impeccabile, anzi un pò forzato, sfociante sovente nello scream, a un timbro pulito, che invece, si rivela suadente e molto più incisivo. A tal proposito, se gli
Aversed avessero affidato le linee vocali più estreme ad un singer con un tono più cavernoso e profondo, le composizioni avrebbero reso indubbiamente di più.
Fondamentale invece il contributo delle due chitarre di
Sungwoo Jeong e
Alden Marchand, che disegnano assoli brevi, ma intensi e di pregevole fattura (
Inexorable,
Burn), riffs rabbiosi (
Cross To Bear,
Lucid Decapitation), ma anche, all’occorrenza, arpeggi armoniosi e introspettivi (
Solitary o la parte iniziale della conclusiva
Departures), mentre
Martin Epstein al basso e
Jeff Saltzman (già negli
Allegaeon) alla batteria, danno vita ad un comparto ritmico compresso ed irregolare, che però, come detto precedentemente, opta saggiamente per spezzare l’opprimente incedere della propria asfissiante cadenza, aprendo la sua tetra corazza alla musicalità.
Nel complesso,
Erasure Of Color, pur non essendo un lavoro che lascerà un segno indeliebile, scorre piacevolmente e sembra funzionare, nonostante qualche momento un pò confuso (specie nella title-track, dove subentrano inopportune partiture sinfoniche), e al netto di tutti i limiti tipici di una compagine abbastanza inesperta, ma volenterosa e indubbiamente onesta, nel proporre uno stile in cui, emotività, melodia e ferocia, riescono a coesistere in maniera assolutamente naturale.
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