Copertina 7

Info

Anno di uscita:2025
Durata:non disponibile
Etichetta:Screaming Crow Records

Tracklist

  1. HAZE THE HIDES
  2. DEAD & GONE
  3. HOLE SHOT
  4. MY WAVE
  5. TWENTYFOUR SEVEN
  6. BORED & STROKED
  7. HEY NOW!
  8. WRONG
  9. I’M ALRIGHT
  10. KNOCKS OFF

Line up

  • Dave: vocals, guitar, fuzz
  • Andy: guitar, vocals, wah
  • Franzi: bass, headbang
  • Dan: drums, cowbell, tambourine

Voto medio utenti

Senza dubbio l'energià non è qualcosa che manca ai quattro ragazzi di Roma.

Il debutto sulla lunga distanza dei Supersonic Deuces, "Deuce On The Loose", (senza considerare l'EP "Hey Now!" del 2022) rappresenta un viaggio sonoro attraverso l'essenza del garage rock, del punk e del rock & roll. Uscito a fine marzo 2025 per la Screaming Crow Records, l'opera prima dei ragazzacci della capitale è un omaggio alle radici del rock, con un sound grezzo ed autentico tuttavia con un tocco moderno ed una produzione ai giorni d'oggi (ma senza le storture odierne del metal) che lo rende fresco, energico ed irresistibile.

L'apertura è riservata a "Haze The Hides", un brano che mette subito le carte in tavola, presentando il biglietto da visita all'incauto ascoltatore: chitarre distorte, ritmi incalzanti e un'energia che non lascia scampo. A seguire non si cambia il registro con "Dead & Gone" e "Hole Shot", che mostrano la capacità della band di mescolare melodia e aggressività in modo impeccabile, e d'altronde l'esperienza non manca in casa Supersonic Deuces, con esperienze pregresse tra Enemynside e Stormlord, seppure a mio avviso il top del disco si raggiunga a metà album tra "My Wave" e la più meditata "Twentyfour Seven".

Senza dubbio, per inquadrare al meglio le ispirazioni dei supersonici (sebbene basti premere play per pochi secondi al video in calce), basta citare band come i Backyard Babies, The Hellacopters o, guardando al passato, New York Dolls, seppure non ci troviamo di fronte a delle mere scopiazzature per poco più di mezz'ora di adrenalina alcolica che promette ovviamente il proprio meglio nella dimensione live: nell'attesa, scapocciare e battere il piede è a dir poco obbligatorio (ed inevitabile).

Recensione a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

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