Copertina 8

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2026
Durata:39 min.
Etichetta:Fighter Records

Tracklist

  1. DEAFENING
  2. REWIRE, REBUILD
  3. YET WE STILL FIGHT
  4. THE SHACKLES OF CHRONITUS
  5. BLOOD OVER CHROME
  6. GRAIN OF SAND
  7. RHIZOME RIDER
  8. THE WHOLE OF TIME

Line up

  • Davide Cotti: guitars
  • Francesco Madonna: drums
  • Simone Cauli: bass
  • Francis Di Pasquale: guitars
  • Max Morelli: vocals

Voto medio utenti

Dopo l’ottimo "Into The Maelstrom", uscito proprio allo scoppiare della pandemia e ingiustamente penalizzato da tour cancellati e promozione azzerata, i bolognesi HyperioN tornano con "Cybergenesis", terzo album pubblicato ancora una volta dalla spagnola Fighter Records. Se il precedente lavoro aveva già mostrato una band in netta crescita, qui si assiste a qualcosa di più: non una semplice conferma, ma una vera e propria rinascita che rilancia la formazione su livelli ancora più alti.

Tuttavia la storia recente del gruppo è stata segnata da cambi di formazione radicali e nessuna garanzia di continuità: dalla partenza del batterista Jason Beghelli fino all’uscita di membri storici come Antonio Scalia e Luke Fortini, gli HyperioN sembravano avviati verso un periodo di incertezza. Invece il cuore compositivo è rimasto saldo grazie a Davide Cotti, chitarrista fondatore e principale autore, che ha saputo ricostruire la band attorno a musicisti capaci e motivati, trasformando questo rischio in opportunità di totale rilancio, e confermandosi come l’asse portante del progetto: riff taglienti, arrangiamenti curati e una visione melodica che non scade mai nel banale. Ma la vera sorpresa è il nuovo frontman Max Morelli (già noto per Signum Draconis e Ladykiller): la sua voce è il valore aggiunto che rende "Cybergenesis" superiore al già ottimo predecessore. Max spinge forte su ogni brano, con un timbro che sa essere grintoso e al contempo capace di salire in tonalità alte senza forzature. Il risultato è una performance vocale che valorizza ogni singola traccia, trasformando ogni chorus e linea vocale in momenti memorabili.



Musicalmente il disco resta ancorato al classic heavy metal, specie su band come Iron Savior, Judas Priest e con un rimando allo splendido "Somewhere Out in Space" dei Gamma Ray, ma con una personalità ben definita: melodie di chitarra splendide, mai sdolcinate o “cheesy”, anzi profondamente radicate in un approccio tradizionale ma aggiornato. I riff di Cotti alternano momenti di guida serrata a aperture melodiche che esplodono in cori epici; le linee vocali sono costruite per essere cantate a squarciagola dal pubblico, con fraseggi che ricordano le migliori scuole del genere senza scimmiottamenti.
La produzione è un altro capitolo assolutamente positivo, lontana dalle porcherie plasticose e piatte che oggigiorno infestano il mercato e mette in evidenza la dinamica tra sezione ritmica e chitarre. Non c’è un attimo di stanca: il disco scorre compatto, con brani che si susseguono senza cali di tensione.

Pur essendo un lavoro omogeneo e solido dall’inizio alla fine, ci sono alcuni pezzi che emergono per impatto immediato come "Deafening", un'opener che colpisce per energia e costruzione, il mid-tempos di "The Shackles of Chronitus", l'incredibile "Rewire, Rebuild", un po' il manifesto del disco con melodie avvolgenti, cambi di dinamica ben calibrati ed un assolo che chiude in grande stile e la conclusiva e magniloquente "The Whole of Time", tra epicità, misticismo ed una marzialità che conquista sin dal primo ascolto.

Detto questo, la sensazione è che comunque tutte le tracce abbiano qualcosa da offrire: no filler all killer si diceva negli anni '80 e qui ogni brano è pensato ed arrangiato con cura, così come la splendida copertina (no AI!) ad opera di Ryan T. Hancock, già al lavoro con Seven Sisters, Blood Star e Stormborn.

"Cybergenesis" è più di un buon disco e per chi ama l'heavy metal classico (con un valore aggiunto per le tematiche sci-fi dato che siamo di fronte peraltro ad un concept album ispirato alla fantascienza classica, da Star Trek a Ghost in the Shell in cui si racconta una storia di resistenza e sacrificio dove lo spirito umano combatte su una Terra schiavizzata da un esercito di cyborg) siamo di fronte ad un disco da ascoltare ad alto volume e da inserire senza esitazioni nelle playlist di chi cerca metal tradizionale suonato con passione, intelligenza e personalità, per chi non si accontenta dei soliti grandi nomi ma ha voglia e fame di metal da parte di chi ha ancora l'entusiasmo e la capacità per comporre grande musica.

Immagine

Foto di Paolo Cavanna fornita ad uso libero e gratuito per scopo promozionale dagli Hyperion
Recensione a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

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