Ne è passato di tempo dall'ultimo disco di inediti degli
In Aeternum, band death/black metal svedese, che aveva tenuto parzialmente chiuse le porte di nuovo materiale dal lontanissimo (sigh) 2005. Dico parzialmente perchè comunque erano usciti prima nel 2007, e poi nel 2016, due EP che però avevano aggiunto poco e sopratutto non erano riusciti a saziare la fame di chi voleva qualcosa di nuovo dal gruppo. Se poi contiamo che i tre musicisti erano parecchio attivi nei loro primi anni, tra dischi ed EP, si capisce abbastanza velocemente come uuna pausa molto dilatata di questo tipo abbia sia fatto nascere preocupazioni ma anche trepidante attesa nel loro pubblico. Il problema dell'attendere però, a volte, è che ci si aspetta un capolavoro o quasi nel momento in cui viene annunciato il tanto fatidico ritorno, e le aspettative salgono tremendamente alle stelle, con la difficoltà di venir rispettate. E in questo caso, come si posiziona il nuovo
'...Of Death And Fire', con un titolo ed una copertina che sono già una dichiarazione di intenti?
Partiamo subito col dire che gli
In Aeternum in venti anni di quasi assenza non sono per niente cambiati, il loro black/death metal è sempre lì, pronto a colpire grazie a vere e proprie rasoiate come
'Mortuary Cult', tra cambi di riff non troppo repentini e un basso imponente a guidare il tutto. Fortunatamente si fugge dal pericolo di ascoltare canzoni pressochè tutte uguali, dato che comunque vi è una buona varietà tra pezzi più veloci, come la doppietta iniziale
'Beneath the Darkened Tomb / The Day Of Wrath', e una
'The Vile God of Slime' che ricorda un po' le atmosfere opprimenti e soffocanti di 'Domination' dei Morbid Angel. La seconda parte dell'album procede orientativamente sullo stesso filone, anche se si perde leggermente con canzoni come
'Goddess of Abominations' o la conclusiva
'To Those Who Have Rode On', della durata di sette minuti, eccessiva e troppo rindonante. Nulla che vada, in generale, a inficiare il voto complessivo, grazie anche ad una produzione e a dei suoni non troppo nitidi e asettici, ma che riescono a dare all'album una sua personalità decisa.
Un ritorno più che gradevole dunque, che non va a tradire la fiducia di chi attendeva
'...Of Death And Fire', e che continua a tracciare l'eredità musicale degli
In Aeternum senza cadute di stile. Avanti così.
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