Gli inglesi
Tailgunner erano già passati - con buon successo peraltro - dalle pagine di Metal.it e per i giudizi del nostro
Ermo, prima con la recensione del debut EP "
Crashdive" e poi del seguente disco sulla lunga distanza "
Guns for Hire", in realtà una sorta di secondo EP dato che metà brani erano già tutti editi.
Tanto è stato il clamore che hanno suscitato i Tailgunner che sembrano aver subito il grande salto: hype a mille, la sponsorizzazione di una leggenda come
K.K. Downing, chitarrista per una vita dei
Judas Priest, il passaggio ad una label ormai potentissima come la
Napalm Records (che pare stia pian piano tornando su sonorità più classiche...ssshhh, facciamo finta di niente che poi ci ripensano!) ed un battage pubblicitario assai importante che di fatto - dopo soli 50 minuti di musica pubblicata nella loro carriera - li sta già consacrando a new sensation.
La band inglese si presenta a questo importante step con due cambi di formazione, esce
Sam Caldwell ed entra
Eddie Mariotti alla batteria mentre già annunciato il cambio di chitarrista con
Patrick van der Völlering rimpiazzato da
Rhea Thompson.
Attenzione:
prima medaglia al valore per i Tailgunner.
Rhea suona la chitarra, pensa alla musica, non suona seminuda, se non lo sapete o ci fate particolarmente caso mentre guardate le loro foto o i loro video nemmeno ci fate caso che sia una donna. In un music business dove conta prima l'apparenza ed il sostegno dei morti di figa, categoria che tra i metallari trova sempre miliardi di appartenenti e che ahimè fa proliferare formazioni di femmine che si trovano lì per caso, senza minimamente conoscere l'heavy metal, questo è già un importante riconoscimento.
Sì, ok, ma com'è il disco?
Conosco molte persone che, visto l'hype di cui parlavamo prima, sono rimaste deluse da "
Midnight Blitz", quasi come a dire "beh, tutto qui?".
In realtà a me il disco è piaciuto un bel po'. Siamo chiari, siamo ancora MOLTO distanti da band come
Ambush (sempre per rimanere in casa Napalm) che hanno una bella gavetta alle spalle, ma i Tailgunner sono riusciti a dare forma ad un gran bel disco che a mio avviso non delude le aspettative: si può fare meglio, certamente, e questo ulteriore step ce lo aspettiamo perlappunto nel futuro prossimo, ma siamo già di fronte ad un buon livello di composizioni.
Il disco parte forte e spara (quasi) tutte le sue cartucce migliori, con la title track in apertura ed a seguire l'ottima "
Tears in Rain": gran gusto melodico, bei riff, ottimi arrangiamenti, linee vocali efficaci ed a proposito di queste è indubbio che la voce di
Craig Cairns, non la solita "sirena" ma anche bello pieno e con un timbro carismatico, rappresenti senza dubbio un valore aggiunto.
Molto bene anche le seguenti "
Follow Me in Death" e soprattutto "
Dead Until Dark" prima che il disco si sieda leggermente nella parte centrale ma sempre con composizioni ampiamente sopra la sufficienza, prima del gran finale introdotto dalle buone "
Night Raids" e "
Eye of the Storm" che hanno l'onore di sganciare la bomba finale, ovvero "
Eulogy".
BOOM!Deflagrazione totale.Se i Tailgunner nel proseguio di carriera riusciranno a tenere QUESTO livello sì che avremo davvero la next big thing del classic metal. Nel frattempo ci accontentiamo e alla grande, godendoci un disco fresco e frizzante come "Midnight Blitz", peraltro Deo Gratias prodotto anche bene.
Il voto sarebbe 7 ma assegno 7,5 solo per "Eulogy" e le speranze riposte in futuro!
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