Quando mi sono letto la bio riguardante questo duo statunitense di black metal con sezioni death e doom mi sono detto “
Ma che diavolo…”, perché questa coppia giunta al quarto album ed esordendo per la mitica
Century Media Records avessero azzardato...troppo.
Invece dopo svariati ascolti, mi sono dovuto ricredere, perché chiunque avrebbe pensato che inserire dello shredding in un contesto black metal sarebbe stata una roba da svitati totali, ed invece loro ci sono riusciti.
Non hanno mancato di rispetto al genere di riferimento e nemmeno hanno la presunzione di reinventare la ruota, ma solo di dare più pepe alla ricetta.
Qui abbiamo del black melodico vecchia scuola con sensazioni gotiche generate dalle tastiere e bordate in blast beats dosate al punto giusto.
Poi ecco che arriva il twist che non ti aspetteresti, un solo chitarristico da guitar hero melodico, drammatico, intriso di tecnica, in uno stile che fa dell’orpello la cosa più negativa possibile e dove gli assoli sono minimali e dosati con il contagocce, eppure funziona.
Pensate che c’è pure la partecipazione speciale nell’ultimo brano di un certo
Marty Friedman, ecco, non un tizio qualunque, ma uno che ha scritto pagine importanti nel metal, secondo me dovreste dargli una possibilità e sfidare l’azzardo che vi propongono come ho fatto io, potrebbe piacervi, cari
Worm mi avete stupito.
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