Copertina 8,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2025
Durata:48 min.
Etichetta:Eisenwald

Tracklist

  1. DIN RøST MALEDE FARVER I LUFTEN
  2. OG DET ER LYKKE
  3. GLæDESFæRD
  4. NåR LIVET GåR På HæLD

Line up

  • Simon Skotte Krogh: guitars
  • Martin Skyum Thomasen: vocals
  • Jonas Faghtmann: bass
  • Joachim Højer Larsen: drums
  • Alexander Salling: guitars

Voto medio utenti

Sta diventando una piacevole abitudine presentare gruppi mai apparsi sul nostro portale, specialmente se costituiscono un ascolto appagante come il nuovo album dei danesi Sunken.
Il quintetto nasce ad Aarhus, nella penisola dello Jutland, nel 2012 come Arescet ma già dall'anno successivo prende il nome definitivo di Sunken.
Dopo aver esordito con "Departure" (edito dalla scomparsa Nordavind Records) ed il successivo "Livslede" (Vendetta Records), grazie alla Einsewald sul finire del 2025 i Sunken pubblicano "Lykke" il loro lavoro più ambizioso, più curato, più meticolosamente realizzato.

Quattro brani per quasi 50 minuti di black atmosferico dal taglio epico e malinconico (d'altronde nella lineup troviamo Simon Skotte Krogh e Jonas Faghtmann, grandi protagonisti degli Afsky versione live) che vivono di contrasti: passaggi intensi ed inesorabili costruiti su blast beat e riff stratificati lasciano il posto a momenti di calma e melodia sorprendenti. Tessiture orchestrali, arrangiamenti corali ed archi malinconici si intrecciano perfettamente nel suono, mentre le voci in screaming lacerano l'aria.
Ogni canzone è un tuffo nel dolore e nella disperazione (singolare, visto che "Lykke" significa felicità), nell'oscurità più angosciante che si dipana inesorabile da ogni passaggio, da ogni momento dal respiro epico, da ogni struggente struttura di synth.

"Lykke" si muove, vive, si nutre delle ombre che danzano nel crepuscolo, nei luoghi in cui la speranza sembra essere inghiottita dal buio e ritrovata solo da chi ha la pazienza e la voglia di esplorare la bellezza dei paesaggi sonori dipinti dalla band.
Un album a tratti ossessivo, martellante, articolato - vedi "Og det er Lykke" - a tratti ricco di pathos e di straziante malinconia (la meravigliosa chiusura di "Naar Livet Gaar Paa Haeld"), che dimostra che quando il black atmosferico raggiunge questi livelli esiste pochissima musica in grado di reggere il confronto.
I Sunken inoltre maneggiano la materia come pochi, sia quando danno sfogo a violenza primordiale che quando lasciano che la parte più introspettiva e profonda della propria anima erutti dal pentagramma.
L'ascolto di "Lykke" è un'esperienza profonda, totalizzante, che assorbe e trasporta nel mondo dei musicisti; è un viaggio che sonda il labile confine tra il reale e l'onirico, è un inno alla suprema bellezza del metallo nero.

Disco da avere, ascoltare, condividere, regalare.

Sunken - "Naar Livet Gaar Paa Haeld"



Recensione a cura di Alessandro Zaina

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