Copertina 8

Info

Anno di uscita:2026
Durata:54 min.
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. WHEN THE COLD WIND BLOWS
  2. DEATH OF ME
  3. DIFFERENT KIND OF WOMAN
  4. IF I WAS KING
  5. SHAKEDOWN
  6. THE FIRE AND THE FLAME
  7. I'M READY
  8. PARALYZED
  9. CARRY ON
  10. BATTERED AND BRUISED
  11. WHAT THE FUTURE HOLDS

Line up

  • Robin McAuley: vocals
  • Reb Beach: guitars
  • Jeff Pilson: bass
  • Matt Starr: drums

Voto medio utenti

Tra I tanti supergruppi che affollano la scena contemporanea, i Black Swan si sono finora distinti per coesione e ispirazione, elementi di spicco quando esperienza, perizia tecnica e scaltrezza sono assodate.
Giunti al terzo album, forti di una continuità d’intenti e di stimoli espressivi, i nostri confermano quanto di ampiamente apprezzabile avevano esposto in “Shake the world” e “Generation mind”.
Paralyzed” si rivela così una nuova collezione di canzoni che spaziano tra grinta, classe e affabilità, in cui flussi stilistici noti ostentano la giusta dose di vitalità.
Come sempre accade, poter contare sulla laringe irreprensibile di Robin McAuley (Grand Prix, McAuley Schenker Group, ...), sulle chitarre funamboliche e frementi di Reb Beach (Winger, Whitesnake) e su una corposa sezione ritmica formata da Jeff Pilson (Foreigner, The End Machine, ex-Dokken, ...) e Matt Starr (Ace Frehley, Mr. Big), non è considerabile un fatto “accessorio” nella brillante costruzione di questi brani, ma ribadisco che qui non si rischia l’effetto “bravi senz’anima” che spesso affligge alleanze analoghe.
Nell’opera troverete per forza di cose un certo numero di rievocazioni eccellenti (Ozzy, R. J. Dio, Whitesnake, MSG, Winger, Dokken, Van Halen, …), inserite però in un contesto espressivo talmente ben congeniato ed interpretato da non attenuare i meriti di una band che grazie al suo ricco background culturale e professionale non rischia mai di scadere nella pantomima.
E allora non rimane che godersi “Paralyzed” dall’inizio alla fine, magari soffermandosi con un pizzico di maggiore soddisfazione quando “Different kind of woman”, “If I was king”, “The fire and the flame”, “I'm ready”, “Carry on”, “Battered and bruised” e “What the future holds” conquistano il proscenio.
Quando tre “indizi” convergono su un’unica incontestabile conclusione non si può far altro che eleggere i Black Swan tra i pretendenti più autorevoli al trono di una categoria musicale che non dispensa “sorprese” e ciononostante regala ancora ai suoi estimatori tante benefiche scosse sensoriali.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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