Copertina 6,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2026
Durata:45 min.
Etichetta:Massacre Records

Tracklist

  1. ASSEMBLE
  2. DEVIL'S TRIANGLE
  3. RIDING ON THE WINGS
  4. BLOODBATH
  5. RAGING WILD AND FREE
  6. BLAST THE HIGHWAY
  7. COMPELLED
  8. DRAGON OF ALGORATH
  9. SLEEPING PROPHET
  10. REIGN OF THE NIGHT

Line up

  • Sean Peck: vocals
  • Stu Marshall: guitar
  • Ross the Boss: guitar
  • Steve Bolognese: drums
  • Mike LePond: bass

Voto medio utenti

Ricordo bene come nel 2013 le mie aspettative fossero altissime nel pregustarmi l'esordio dei Death Dealer, quel "War Master" dove si erano rifugiati musicisti come i due ex Manowar Ross The Boss e Rhino, e con loro il cantante dei Cage Sean Peck, il chitarrista Stu Marshall (Empires of Eden) e il bassista Mike Davis (ex Lizzy Borden e Halford).

Ora Rhino e Davis non ci sono più, sostituiti rispettivamente da Steve Bolognese (un passato nei Baptized in Blood, Ross the Boss e Them) e da Mike LePond (Symphony X ed una miriade di diverse collaborazioni all'attivo), e nel frattempo i Death Dealer hanno realizzato altri due album, "Hallowed Ground" (2015) e "Conquered Lands" (2020) oltre all'EP "Fuel Injected Suicide Machine" (2021) prima di approdare a questo "Reign of Steel", il loro quarto full length uscito per la Massacre Records.

"Reign of Steel", diciamolo subito... come già il loro esordio non riesce ancora a fare breccia nelle mie aspettative. Certo la partenza è rovente con quella "Assemble" che sfida gli Agent Steel sul fronte della velocità e degli acuti, campo nel quale Sean Peck è indubbiamente preparato, e restiamo più o meno da queste parti con le seguenti "Devil's Triangle" e "Riding on the Wings", anche se i Death Dealer qui scalano un paio di marce piazzando anche un bel break rallentato e pure qualche coro accattivante.
Si torna a correre con "Bloodbath", che ha qualcosa degli Hallow's Eve di "Death & Insanity" che si approcciano alla priestiana "Painkiller" dopo aver ascoltato "Burnt Offering" dei Testament, ma eccoli poi rallentare nella tutto sommato dignitosa power ballad "Raging Wild and Free", poi brani come "Blast the Highway" o "Dragon of Algorath" riprendono la rielaborazione priestiana già portata avanti dai Primal Fear. Tuttavia, non sempre si ottiene il risultato voluto come in occasione di "Compelled", mid-tempo penalizzato anche da discutibili scelte a livello dei cori, o dell'ambiziosa ma tediosa "Sleeping Prophet" che, pur pregiandosi anche di un momento solista di Mike LePond, sfila via senza lasciare il segno, cedendo il passo alla conclusiva "Reign of the Night", che chiude l'album alzando i toni ma senza ulteriori entusiasmi.

Alla fine, la sensazione resta quella di aver ascoltato un combo di ottimi musicisti alla presa di una serie di canzoni non sempre ben focalizzate e con diversi passaggi forzati, dalla resa sonora troppo elaborata e plasticosa, scelta che penalizza soprattutto la prova di Steve Bolognese.

Detto questo, auguriamo il meglio a Ross "The Boss" Friedman, al quale è stata recentemente diagnosticata la Sclerosi Laterale Amiotrofica.




Metal.it
What else?
Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.