Copertina 7

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2026
Durata:45 min.
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. WAITING FOR THE RAIN
  2. ONE WAY TO ROCK
  3. LIVING IN THE CITY
  4. HISTORY REMAINS
  5. BELIEVERS OF LEADERS
  6. REBELS
  7. BRING IT ON
  8. GATES OF FAITH
  9. WAKE UP CALL
  10. DEATH ROAD
  11. SPIRITS

Line up

  • Giorgia Colleluori: vocals
  • Leonardo Duranti: guitars
  • Mat Sinner: guitars
  • Camillo Colleluori: drums

Voto medio utenti

Tempo di grandi novità in casa IT’sALIE, hard rocker nostrani non solo al primo album su Frontiers Music, ma anche in termini di lineup. Se i primi due album, 'Lilith' del 2020 ed 'Emosphere' dell'anno seguente, stabilirono le coordinate per il loro sound, come detto un hard rock/heavy metal molto lineare ma al contempo potente, questo terzo 'Wild Games', oltre ad avere una qualità dei singoli pezzi mediamente alta, ma di questo ne parleremo fra poco, vede non solo l'entrata in pianta stabile di Mat Sinner, bassista e fondatore dei Primal Fear, oltre che dei Sinner, ma anche del lavoro alla produzione dello stesso Mat e al mixing da Magnus Karlsson. Un connubio di artisti che, dunque, metteva in gioco delle ottime premesse per il risultato finale. Ed effettivamente, senza comunque toccare particolari picchi, la band è riuscita nel suo intento. Introdotta da una copertina che a suo modo colpisce, 'Wild Games' riesce a fare breccia nell'ascoltatore non solo per il talento dei musicisti, ma anche per l'efficacia dei pezzi nella loro brevità, e molte melodie azzeccate.

Dall'hard rock sporco di 'Waiting For The Rain', dove a colpire è la voce energica e roboante di Giorgia Colleluori, passando per 'One Way To Rock', molto alla Hammerfall dell'ultimo periodo e che saprà conquistare sotto i palchi, l'album scorre senza risultare pesante o eccessivo, lasciando ad ogni canzone quel sentore piacevole che non sa di noia o di ripetizione. Tolto qualche episodio meno riuscito, come 'Rebels', dall'incedere troppo monotono, per quanto possa capire che la band abbia voluto dare quell'alone di "mistero", si continua a viaggiare tra una 'Believer Of Leaders', anche questa dal riffing più serrato ma molto più riuscita, all'esplosiva 'Bring It On', 'Death Road', concludendo con 'Spirits', non esattamente un chorus tra i più riusciti, ma nulla comunque di così male. A colpire, come detto, è la produzione e i suoni in generale, cristallini e puliti, necessari per dare ai pezzi del disco quella carica necessaria per emergere.

Un ottimo risultato dunque per gli IT’sALIE, che con 'Wild Games' possono dire di aver raggiunto l'obiettivo, e da qui in poi sono sicuro che sarà tutta discesa, e potremmo aspettarci delle grandi cose.
Recensione a cura di Francesco Metelli

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