Ai fratelli
Gustafsson non devi insegnare cosa sia il death metal, perché lo sanno fare… eccome se lo sanno fare.
Questi svedesoni, brutti , sporchi e con la faccia cattiva (guardatevi le foto) se ne fregano delle mode, dei mascheroni che fanno tanto figo tra gli inutili influencer pseudometallari, questi se ne impipano e vanno per la propria strada.
Voglio vedere quelli che ascoltando “
For gore and country” non si mettano a scapocciare con quel riff cadenzato che più
Slayer non si può salvo poi i nostri radere al suolo tutto a colpi di blast beat.
Si perché qui si picchia e tanto, ma anche quando i tempi rallentano lo fanno in maniera velenosissima come nella titletrack.
Il vocione di
Erik Rundqvist è cavernoso, profondo ma molto comprensibile ed il nuovo arrivato alla chitarra solista,
Christian Fredriksson si comporta bene con pochi assoli ma al posto giusto, nel resto fa da partner con la chitarra di
Urban Gustafsson nel tagliare a fettine l’ascoltatore.
“
Oblivion protocol” è un proiettile ferocissimo, veloce e serrato e quando prende una piega più lenta non perde un’oncia di letalità con un bel lavoro di chitarre sostenuto da una produzione potente il giusto ma non plasticosa.
Se cercate del verace, violento death metal vecchia scuola che ve lo dico a fare? Acchiappatelo, penso che vi farà felici, io lo sono sicuramente.
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