Copertina 7

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2026
Durata:39 min.
Etichetta:Dying Victims Productions

Tracklist

  1. MIDNIGHT FIRE
  2. TURBULENCE
  3. DRAGON MAGIC
  4. BLESSED BY THE NIGHT
  5. DYING STAR
  6. STRIKE AGAIN
  7. HARD TO BREAK
  8. BURNING SPARK
  9. 9. KING OF THE HAMMER
  10. 10. FLAMES OF GLORY

Line up

  • Tommy 666: drums
  • Lex Thunder: vocals, guitars
  • Michael Blade: guitars
  • Infernando Fernando Ferreira: bass

Voto medio utenti

Quarto sigillo discografico per i Toxikull, band portoghese, guidata come sempre egregiamente, dal chitarrista/cantante Lex Thunder (ex-Midnight Priest).
I lusitani, partiti fortissimo coi primi due lavori Black Sheep (2016) e Cursed and Punished (2019), avevano poi dato alla luce il controverso Under The Southern Light (2024) che, pur essendo un album piacevole, sembrava aver perso quell’irruenza primordiale dei suoi predecessori.

Il nuovo Turbulence, uscito per Dying Victim Productions, è un disco dalle due facce; potrebbe essere considerato il giusto compromesso tra la veemenza degli esordi che, a tratti, torna prepotentemente alla ribalta, dando luogo (guarda caso) agli episodi più convincenti dell’album (Blessed By The Night, Strike Again, o la conclusiva Flames Of Glory) ed un più agevole e tradizionale classic metal, di matrice prevalentemente priestiana (si pensi alla opener Midnight Fire, a Hard To Break, fino a giungere alla sanguinosa King Of The Hammer) che però, a sto giro, sembra funzionare meglio rispetto al passato più recente.
Sono soprattutto le chitarre di Lex Thunder e Michael Blade, a beneficiare di questa commistione tra vecchio e nuovo, facendosi più ficcanti e andando a tessere trame melodiche di buona fattura rivenlandosi, al tempo stesso, decisamente pungenti. La sezione ritmica, affidata a Tommy666 (batteria) e al neo arrivato "Infernando" (basso), si limita a svolgere il suo compitino che, detta cosi, suona male ma, in realtà, è esattamente ciò che deve essere fatto in album diretto come questo, e che qui viene fatto anche egregiamente: pochi fronzoli o cambi di tempo, solamente tanta sostanza e picchiare duro quando occorre.
Null’altro da giungere.

Turbulence è indubbiamente un passo in avanti rispetto al suo predecessore, anche se, i soliti maligni potranno obiettare, probabilmente anche a ragion veduta, che siamo lontani anni luce dai primi lavori della band.
Tutto vero, per carità; ma siamo veramente sicuri, considerando gli anni trascorsi da allora, che la vera indole della band fosse effettivamente quella degli esordi, per poi snaturarsi poi col terzo lavoro?
E, se invece, i veri Toxikull fossero quelli di Turbulence?

Ai posteri l’ardua sentenza.



Recensione a cura di Ettore Familiari

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