Copertina 6

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2026
Durata:43 min.
Etichetta:Massacre Records

Tracklist

  1. SONS OF ETERNITY
  2. FOREVER
  3. RESISTANCE
  4. WHEN FANTASY DIES
  5. HUMAN BEAST
  6. THE LINE
  7. FIGHT
  8. TEARING DOWN THE WALLS
  9. ABYSS OF LIFE

Line up

  • Thomas Abts: drums
  • Jonas Roßner: guitars
  • Matthias Kirchgessner: guitars
  • Matthias Schenk: vocals
  • Freddy Müller-Schartl: bass

Voto medio utenti

A tre anni di distanza dal discreto esordio End Of Silence, tornano i tedeschi Sons Of Eternity, con il loro melodic metal dalle venature power che, in quel caso, si era rivelato incisivo e decisamente convincente.
Tuttavia, il nuovo Human Beast, uscito sempre per Massacre Records, non riesce a bissare l’efficacia compositiva del debutto, vuoi per una maggiore propensione del sound verso la melodia, a scapito della sostanza, vuoi anche, per una certa carenza creativa che, a sto giro, denotano i teutonici.
Formalmente impeccabili le singole prestazioni di tutti i musicisti, con l’inconfondibile timbro graffiante di Matthias Schenk a farla da padrone, mentre le chitarre di Jonas Rossner e Matthias Kirchgessner, pur regalando buoni spunti e qualche riff degno di nota, non mordono come nel debutto, sebbene il comparto ritmico, affidato ai soliti Thomas Abts (batteria) e Freddy Müller-Schartl (basso), faccia degnamente il suo, risultando sempre corposo, come in passato.
Human Beast è pieno di alti e bassi, proponendo anche episodi piacevoli, come le pungenti Forever e Fight, oppure la conclusiva Abyss Of Life, brani in cui i Sons Of Eternity sembrano più ispirati, trovando il perfetto bilanciamento tra musicalità e sostanza, ma si tratta di un equilibrio assai precario, reso ancor più fragile da un appannamento compositivo, che induce la band a incappare in una scrittura un po' ripetitiva e scolastica.
Inoltre, come si diceva , la sensazione è quella di un generale ammorbidimento del sound; le venature power di cui sopra, virano verso un rock melodico, alcuni refrains si rivelano eccessivamente stucchevoli e vogliono risultare “strappalacrime a ogni costo” trovando la loro consacrazione nella prevedibilissima ballad When Fantasy Dies.
Insomma, pur non essendo al cospetto di un brutto disco, ma piuttosto di un lavoro incostante e, a tratti gradevole, è innegabile che le aspettative, almeno a detta di chi scrive, erano decisamente superiori.
Stavolta i Sons Of Eternity non riescono a lasciare il segno, come nell’esordio.
Qualche brano leggermente più indovinato degli altri e qualche schitarrata un po' più ruvida, non sono comunque sufficienti a scuotere a dovere l’ascoltatore, il quale invece, rimane inevitabilmente impassibile dinnanzi a un disco come Human Beast che, a per quanto gradevole, risulta sostanzialmente innocuo.
Considerando le potenzialità della band, è lecito attendersi molto di più.




Recensione a cura di Ettore Familiari

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