Copertina 7,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2026
Durata:44 min.
Etichetta:Magnetic Eye Records

Tracklist

  1. ODYSSEY IN RETROGRADE
  2. THE PORTAL
  3. SYMMETRY OF THE HOURGLASS
  4. ECHOES AND DUST
  5. THE CLOCK QUEEN
  6. PROXIMA CENTAURI
  7. THE SPIRAL EYE

Line up

  • Joe Eck: drums
  • Curtis Parker: bass
  • Coltan Anderson: guitars
  • Brian Kim: bass

Voto medio utenti

Arrivati al terzo album in carriera, si può dire che gli statunitensi Witch Ripper stiano cominciando ad allargare la propria proposta musicale, virando verso un indurimento del proprio sound, mischiandolo però sapientemente anche ad ulteriori elementi. Andiamo piano però, andando a capire l'identità della band, che nasce nel 2012 e dopo, un iniziale EP, arriva alla pubblicazione del primo lavoro 'Homesteade' solo nel 2018, e dove per il successivo nuovo full lenght bisognerà aspettare nuvovamente altri cinque anni. Un lasso di tempo, questo, che fa senza dubbio capire come la scelta di non uscire a distanza ravvicinata sia stata, ed ancora oggi lo è, ben ponderata anche nel'ottica di non proporre dischi estremamente simili fra loro. Secondo album su Magnetic Eye Records, 'Through The Hourglass' continua il filone del concept legato al precedente 'The Flight After We Fall', come detto ampliando non solo le tematiche ma anche le varie idee, di tutti i componenti.

Già dallo schizofrenico artwork si può avere una vaga idea di ciò che potremo ritrovarci davanti, ed effettivamente 'Through The Hourglass', tra rimandi non troppo velati ai Mastodon di inizio carriera e gli High On Fire, è un prodotto che necessita forzatemente di più ascolti per essere assimilato, dove si passa al riffing più deciso di una 'The Clock Queen', che va a mutare pelle costantemente nei suoi otto minuti di durata, grazie anche a delle chitarre che cambiano identità più frequentemente di quanto ci si aspetti. Cambiamento che, però, non interrompe l'attenzione o, ancora peggio, sembrano essere attaccati senza una particolare ragione, ma che vanno a creare una sorta di strano incastro in un puzzle che solo una volta completato riesce a ergersi nella sua bellezza. Ed effettivamente una 'Symmetry of the Hourglass' è un ulteriore prova di quanto descritto finora, mentre con l'iniziale (intro strumentale esclusa) 'The Portal' ci si trova, probabilmente, al pezzo più diretto del disco. Un grande plauso va sen'altro fatto al lavoro di Joe Eck dietro la batteria, mai una pausa o delle partiture "semplici", ma una sorpresa continua. Difficile poi restare impassibili davanti al bellissimo crescendo di 'Proxima Centauri', che parte come ballad per poi evolversi in una manifestazione quasi sofferta e malinconica.

Complimenti dunque ai Witch Ripper, che con questo nuovo lavoro possono dire, con fermeza, di aver trovato una loro precisa identità, e di poter guardare al futuro (sperando non bisogni attendere a lungo) consci di poterci regalare ancora molte sorprese. Non fatevi scappare 'Through The Hourglass', sarebbe un vero peccato.

Recensione a cura di Francesco Metelli

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