Il secondo album dei francesi
Alkhemia ne conferma il talento e la derivante qualità del loro Black Metal.
"Häxen", tanto violento quanto melodico, tanto rabbioso quanto ragionato, è un lavoro di classe, suonato con grande perizia, in qualche modo filosofico per il suo concept incentrato sulla stregoneria e sul decadimento della civiltà che collassa in una distopia orwelliana, moderno senza, per questo, essere distante dalla grande tradizione degli anni '90.
Il gruppo di Lille dimostra di avere un approccio multiforme al genere che suona, frutto, evidente, di personalità e di non volersi fermare ai soliti schemi, tanto che la sua musica, facilmente, potrà interessare sia chi apprezzasse la proposta dei Mgla, sia chi fosse più legato ai Naglfar che furono, senza "scontentare" i sostenitori del post Black Metal dei Der Weg Einer Freiheit, poichè, ogni brano, non risulta mai essere scontato o facilmente classificabile, e l'ispirazione, indipendentemente dalla modalità di espressione scelta, sempre fuori norma ed assolutamente affascinante.
"Häxen" non è il "classico" album Black Metal, ma è tante cose messe assieme, tanti elementi sorretti da una regia di qualità che gli regala un alone occulto, sofisticato ed incisivo secondo una logica "nuova" che potrebbe indicare una strada diversa da seguire per continuare a soffiare, in modo credibile, sulla nera fiamma.
Grande gruppo e grande conferma.
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