Dopo anni di diatribe, dispute legali e scenette da avanspettacolo ("io sono i VERI Venom", "no, sono io i VERI Venom" etc ), ecco finalmente tornare a parlare la musica da parte del power trio capitanato dall'inossidabile Cronos . legittimo detentore del marchio ( giova ricordare che esistono a tale proposito anche i
Venom Inc di Tony Dolan, Curran Murphy e Mark Jackson).
"
Into Oblivion", diciamolo subito, è un ottimo ritorno discografico dopo il discreto "
Storm The Gates " del lontano 2018 ( nel frattempo ci sono stati box set e compilations varie ). che presenta un suono ed un 'attitudine "old style" con una produzione al passo coi tempi, Giocando un pò coi vecchi cliche, il refrain "
Lay Down Your Soul To The Gods R'n'R" (vecchio di 44 anni !) è niente meno che il titolo di uno dei brani di punta del nuovo lavoro, "
Into Oblivion" si apre con la sulfurea e velocissima title-track che subito mette in chiaro che i Venom (quelli VERI ) sono tornati a detenere il trono del più primitivo NWOBHM; ascoltando il vocione di Cronos, oggi meno sguaiato e più profondo, sembra di tornare nel periodo d'oro 1981-1984 quando uscirono i capolavori indiscussi "
Welcome To Hell", "Black Metal", "At War With Satan"; certo alcuni potrebbero sorridere nel sentire ancora liriche inneggianti al Demonio e all'Infermo da parte di un signore di 63 anni che non deve più dimostrare niente e nessuno ma se c'è una caratteristica che Cronos ha sempre tenuta alta è stata la sua coerenza ed attitudine mai disposta a compromessi ( ed in questo lo accosto al grande Lemmy ).
Il disco, pur ricalcando musicalmente territori noti, risulta abbastanza vario alternando pezzi veloci e brani più cadenzati ("
Man & Beast")con alcuni gioielli deja-vu in puro stile NWOBHM ("
Death The Leveller", "
Kicked Outta Hell"), Cronos rimane l'indiscusso leader con le sue vocals rabbiose ed i suoi giri di basso mentre Rage e Dante si dimostrano molto concreti e privi di fronzoli ( in modo particolare Rage col suo drumming terremotante ). I
Venom odierni rimangono un buon esempio di heavy metal roccioso e potente ma hanno perso ( da moltissimo tempo in verità ) quell'aurea luciferina, sguaiata e musicalmente "
volgare" che li aveva resi unici e dissacranti, è un pò come se il tempo gli avesse fatti maturare musicalmente sono sicuramente più tecnici - per quanto questo termine si possa associare alla loro musica - e i loro ultimi lavori possono anche attrarre nuovi fans senza farne perdere di vecchi, a mio parere. "
Into Oblivion" gioca tutto su questa dicotomia da un lato insiste sui vecchi binari urla-metal-inferno, dall'altro cerca di innovarsi con una produzione migliore ma pure sempre "raw" e la ricerca di soluzioni stilistiche che magari non sempre centrano il bersaglio ma che vanno comunque apprezzate pensando che siamo di fronte ad una band attiva da 45 anni, difficile mantenere la rabbia distruttiva e primitiva degli esordi.
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