Con “
Wretched heart” possiamo affermare che gli
Spell portano avanti con risolutezza il processo di Ghost-
izzazione del loro canovaccio stilistico.
Una dichiarazione che presumo potrà delineare un discrimine tra i lettori e, più in generale, può sembrare un po’ biasimevole, sottintendendo una forma di pavido allineamento ad un fenomeno musicale di successo.
In realtà, fermo restando che difficilmente i detrattori di
Tobias Forge apprezzeranno il quinto lavoro dei nostri canadesi, sono certo che gli estimatori di
hard,
metal e
dark-rock accoglieranno con favore questi dieci concentrati di visioni esoterico-sulfuree, ammantate da una conturbante e spesso “radiofonica” tensione melodica.
Il paragone con i Ghost (e, per certi versi, con gli Unto Others) appare, quindi, oltre che in qualche caso squisitamente musicale, soprattutto attitudinale, risultato delle lezioni impartite da Blue Öyster Cult, The Mission, Mercyful Fate,
Alice Cooper e (primi) Demon.
Anche nei momenti in cui la similitudine con i suddetti svedesi è abbastanza evidente, vedasi “
Dark inertia” e “
Lilac” (
guitar solo courtesy of Tom Draper, di fama Spirit Adrift, Carcass e Angel Witch …), gli
Spell riescono ad evitare sterili manierismi, dimostrando di possedere l’acume e il talento necessari per sviluppare
modus operandi così riconoscibili in maniera incisiva e coinvolgente.
Altrove, come in “
Take my life” il clima sonoro acquisisce maggiore “personalità”, esibendo una sorta di
mix tra
Ozzy,
King Diamond e Talk Talk (!) e anche la liturgica “
Oubliette” con il suo incalzante incedere tra
goth e
heavy metal, piace per la sua tetra irruenza.
Non meno affascinanti si dimostrano "
Iron teeth”, intrisa di magnetiche angosce ossianiche, la perla gotica “
Unquiet graves” e lo
spleen metallico di "
Savage scourge”, che piacerà anche ai
fans dei Trial e di certi In Solitude.
Arrivati a “
Exquisite corpse” è ancora più chiaro quanto gli
Spell del 2026 sappiano mescolare
pathos decadente e sofisticata “orecchiabilità”, per poi condensare nella
title-track dell’opera tutta la loro innata propensione agli intrecci tra
NWOBHM,
psych-rock e
dark-wave (e voci modulate dal
vocoder, pure …), intridendoli di una rara forza evocativa.
“
Wretched heart” è, in sintesi, la prova discografica finora più “consapevole” degli
Spell, in grado di approcciarsi a modelli artistici affermati mantenendo una certa autonomia e senza eccedere nel tentativo di calamitare nuove attenzioni.
Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?