Evildead - Annihilation of Civilization (Reissue)

Copertina 8,5

Info

Anno di uscita:2026
Durata:39 min.
Etichetta:Steamhammer

Tracklist

  1. F.C.I. / THE AWAKENING
  2. ANNIHILATION OF CIVILIZATION
  3. LIVING GOOD
  4. FUTURE SHOCK
  5. HOLY TRIALS
  6. GONE SHOOTING
  7. PARRICIDE 04:23
  8. UNAUTHORIZED EXPLOITATION
  9. B.O.H.I.C.A.

Line up

  • Mel Sanchez: Bass
  • Phil Flores: Vocals
  • Rob Alaniz: Drums
  • Albert Gonzales: Guitars
  • Juan Garcia: Guitars

Voto medio utenti

Personalmente provo un grande rispetto per certe band di seconda fascia, che seppur non siano mai riuscite a sfondare, grazie a una, due o tre perle sono riuscite a segnare la vita di molti amanti della musica.
Gli Evildead sono una di quelle band che meritano una grande stima e che con il loro esordio, uscito quasi al termine degli '80s, avrebbero avuto tutte le carte in regola per sfondare e forse lo avrebbero pure meritato.
L'ennesima ristampa di "Annihilation of Civilization" a cura della sempre attiva Steamhammer si dimostra non solo utile, ma pure necessaria e per diversi motivi.

Il riascolto di questa piccola, ma al tempo stesso grande perla del Thrash statunitense oltre ad essere commovente, ci ricorda diverse cose.

Innanzitutto visto l'immaginario messo in bella vista dall'efficace artwork e in maniera più sibillina dai testi, è che l'incubo di una terza guerra mondiale con relativo olocausto nucleare era ancora molto forte pure nell'88/89: questa paura dava molto da dire a diverse band e il Thrash Metal essendo il "fratello minore" del Punk Hardcore, ha avuto molti artisti con qualcosa da dire su questo fronte.
Per i più vecchi sembrerà un'ovvietà, ma per i più giovani non lo è affatto: il suono della band ha una sua personalità, rendendo di fatto il produttore quasi un componente aggiuntivo della band. In un periodo (molto lungo a dire il vero) di appiattimento sonoro, con produzioni fatte con lo stampino, spesso artificiose e con i suoni fastidiosamente pompati, riascoltare cosa si faceva qualche decade fa dà quasi una ventata d'aria fresca.

Il sound ovviamente è stato rimasterizzato, ma non snaturato e risulta ancora fresco e attuale.
Questo fattore, insieme alle strutture delle canzoni, mai troppo complesse ma con una certa fantasia di fondo, rende questo disco incredibilmente dinamico: gli assoli sempre azzeccati, le accelerazioni scavezzacollo, i ritornelli, il riffing (su quest'ultimo punto moltissime band Metalcore e Deathcore dovrebbero prendere appunti…), la sottile linea melodica in mezzo a tutta questa irruenza… a 37 anni di distanza risulta tutto ancora notevolmente riuscito, dando l'impressione che questo esordio non sia invecchiato di un solo giorno.

La gioia di sentire dei suoni "veri", delle chitarre così in primo piano e ben sviluppate (cose queste che spesso vengono sacrificate sull'altare) danno una grande goduria nell'ascolto di queste canzoni.
Oggi "Annihilation of Civilization" risulta un sonoro schiaffo al "Tik Tok Metal": vero anche che gli Evildead questi livelli non li vedranno più, ma è anche giusto ricordare e sottolineare che la band ha dato altre gioie ai suoi fans e anni dopo ha fatto una reunion più che dignitosa.

Invece di farsi le seghe con la mediocrità dell'ultimo album dei Megadeth (un disco che se fosse uscito sotto un altro nome non se lo sarebbe inculato nessuno), con i mattoni indigesti degli ultimi Metallica, piuttosto che con l'aberrante "ricerca" melodica (intrisa da tematiche degne dei peggio bimbiminkia) degli ultimi Kreator, date una possibilità a questa band se ancora non la conoscete: internet vi dà la possibilità di ascoltare gratis a mo' di demo, quindi non ci sono davvero scuse.
Tra le molte (troppe!) ristampe effettivamente inutili di molti dischi abbastanza discutibili, la Steamhammer a fine marzo ci ha ricordato che è giusto e doveroso lodare gli Evildead, poi però odierete questo disco, perché vi renderete conto di come non potrete più accontentarvi di questa o quella copia carbone.
Recensione a cura di Seba Dall

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