Tutto si può dire, tranne che gli statunitensi
Restless Spirit non ne abbiano fatta di gavetta nella loro ancora giovane carriera. In quasi più di dieci anni, i tre ne hanno pubbblicato di materiale, passando per molti EP, specie all'inizio, un live, e quattro album in studio, di cui è recente l'uscita dell'ultimo e qui recensito omonimo. Fatta eccezione infati per il batterista J
on Gusman, presente dal 2021, la lineup è rimasta pressochè stabile negli anni, cosa che ha senz'altro contribuito anche al grande affiatamento nella loro proposta e nella pubblicazione costante di materiale inedito sempre a livelli più che buoni. Parliamo di un heavy/stoner metal che va a tributare in maniera abbastanza evidente sia i Black Sabbath del periodo Ozzy di 'Master Of Reality' / 'Vol. 4', senza però dimenticare in alcuni frangenti un anima più classica. Un elemento importante è senz'altro la costanza, come detto, sopratutto nell'ottica di proporre dischi dalla durata orientativamente sulla stessa linea, da quaranta minuti, e uno stile sicuro, affidabile, ma non per questo banale.
'Restless Spirit', in questo, gioca molto bene le sue carte. Forte di una produzione davvero ottima, e di canzoni dalla durata non eccessiva, come ad esempio l'incalzante
'Desire Lines' che viaggia come già scritto sopra tra lo stoner e l'heavy metal tra assoli dal sapore tipicamente classico, i momenti deboli si contano sule (poche) dita di una mano. Altra caratteristica del disco, che si evince specie nelle prime tracie, è l'aproccio quasi moderno nei riff (
'The Burning Need') che viene ammalgamato strada facendo per cercare di proporre dei pezzi che non siano troppo, mi si passi il termine, una marmaglia senza senso. Tutto questo senza allungare al massimo possibile la canzone, ma risultando al contrario, decisamente gradevoli. Anche nella finale
'Phantom Pain', dalle molte sfaccettature, non si percepisce mai quel senso di pesantezza o noia che, invece, in molte altre proposte dello stesso genere emerge quando si cerca di tirare troppo la corda.
Dieci anni di attività, mese più mese meno, festeggiati più che egregiamente per i
Restless Spirit, che possono dire di avere ancora una fortissima ispirazione dalla loro. Non vado troppo oltre come voto, ma posso dirvi che sia per la durata che per la qualità, sarebe un peccato perdersi l'ascolto di questo album.
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