Il terzo lavoro degli italiani
Duir, primo ad uscire per l'ottima
Art of Propaganda, che bene ha fatto a dare fiducia ai veronesi, ci racconta di un giovane soldato intrappolato tra orgoglio, disperazione e oblio, durante il periodo della Prima Guerra Mondiale, in una sorta di viaggio catartico dove la storia diventa emozione e la memoria si trasforma in suono.
Queste ultime parole, prese dalla presentazione dell'album, ne descrivono, a mio modo di vedere, l'essenza in maniera perfetta: Emozione e Memoria, sono infatti, gli emblemi di un Black Metal dagli squisiti sapori epici ed eroici che si intrecciano, grazie ed un songwriting ispiratissimo, con preziosi intarsi folk / celtici (sottolineati dall'uso eccellente di strumenti tipici) in un connubio che non rinuncia mai al gelo dell'estremo nero ed all'eleganza di arrangiamenti fortemente evocativi.
"Catarsi" scorre come un fiume in piena e, tra richiami a Kawir, Nova, Selvans o Spite Extreme Wing, ci restituisce un gruppo padrone della sua musica, forte di una personalità smaccatamente italica, in grado di trasformare la Storia in un flusso di note che ti stinge la gola e ti penetra sotto la pelle, emozionando con le sue splendide melodie ed il suo piglio suggestivo, ma anche con la rabbia dello scream acido e l'intransigenza degli strumenti che, al pari del vento, soffiano sulla desolazione dei campi di battaglia mentre, rigorosamente in italiano, ci viene narrata quella che potrebbe essere la storia di ciascuno di noi se fossimo nati in una epoca sfortunata.
I
Duir fanno, dunque, un grande passo avanti rispetto al loro recente passato e scrivono un album avvincente, mai banale, brutale ed al tempo stesso folkloristico, perfetto per dare forma concreta a quei valori ed a quella cultura che oggi, come dico spesso, si sono persi nella mediocrità di una società allo sbando, valori esaltati da una proposta estrema e belligerante, dalle diverse sfaccettature, che ci riconcilia con l'inarrivabile poetica del Black Metal che, nonostante il tempo che passa, continua ad assurgere a vera arte quando i suoi adepti sono musicisti appassionati e di talento (oscuro) come i
Duir.
Album bellissimo. Semplicemente...
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