Questi costaricani sono stati cresciuti a pane e death metal, e si sente, eccome se si sente.
Qui troverete sette perle putride, maligne e pesantissime; non inventano nulla, non vogliono reinventare la ruota ma divulgare il verbo nel modo più micidiale possibile.
Brani che trasudano qualità e personalità da ogni singolo movimento, tutto è studiato con precisione letale, basta ascoltare l’apocalittica ed infernale “
Proto embryo (the third tribulation)” per venire catapultati in una dimensione sovrannaturale, dove la tortura della vostra anima è eterna come la vostra sofferenza, con riffing segaossa, rullate ed accelerazioni che spezzano il ritmo cadenzato ed un vocione cavernoso e riverberato messo sullo sfondo.
Altro pezzo veramente eccellente è il conclusivo “
Resonance cascade”, qui si va sul doom modello
Incantation ma riveduto e corretto da assalti arcigni senza pietà e un olezzo sulfureo che permea tutto il lavoro e come se non bastasse ad aumentare l’atmosfera di tregenda c’è persino un tocco di tastiera percettibile ma che offre il suo contributo alla causa.
Se avete fame di metallo estremo, senza compromessi, ma che vi porti in luoghi cupi ed oscuri, dove l’abiezione è la prassi, questo secondo album ne sarebbe il veicolo adatto, avanti c’è posto.
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