Dopo che il Maestro Dope ha cantato le lodi dell’Ep d’esordio e del primo full lenght mi è toccato “l’ingrato” compito di raccontarvi il nuovo
“Monark” … dopo le altisonanti parole del mio illustre collega (sempre sia lodato) ho riflettuto molto prima di scrivere queste righe … I due lavori precedenti erano di altissima fattura e questo? Sarà all’altezza? Sinceramente e sicuramente si ! I tre anni passati del debut hanno portato una maturazione spettacolare del progetto, infatti il sound per me già perfetto, si è ulteriormente arricchito di una forte venatura epica/vikinga che unito al consueto perfetto tappeto di odio black e le influenze folk, fanno si che questo
“Monark” si possa senz’altro ritenere come un’opera magna della letteratura musicale scandivana . Un album con aperture melodiche da brividi ,
“Paradis” su tutte, che portano l’ascoltatore dal Midgard (il mondo degli umani) direttamente all’Asgard (la residenza degli dei) senza neppure passare per il Bifrost… La parte folk è certamente quella che è cresciuta di più nell’economia delle composizioni, sia come influenza “nascosta” nei vari pezzi ,che “apertamente” come nella cover
“Nu är Det Synd om De Döda” di
Kraja o in
“Det slutar i lågor" pezzo che mi ha ricordato molto gli
Iku Turso di
“Pakana” ai quali possiamo aggiungere certamente
Storm e
Isengard. Quello che più mi piace di quest’album è che si sente proprio la naturale, spontanea e perfetta evoluzione della band, infatti in queste 7 tracce (più cover), più che un semplice mix dei precedenti lavori, ci troviamo di fronte un'opera che utilizza il black metal glaciale del debut e la discreta presenza delle parti folk di
“Det Förtegna Förflutna” come dei veri pilastri su cui costruire la struttura portante, musicale ed ideologica, per poi evolverla, ampliarla, completarla e migliorarla, senza per questo mai snaturarla o sminuirla … La doppietta finale
“Bland kvällens Skuggor ännu Vandra” e “
Den Eviga Isen” sono da accaponare la pelle per sintesi mistica di bellezza nordica … Non è facile per me , dopo tanti anni emozionarmi ancora per un album, ma con questo capolavoro è impossibile rimanere inermi, impossibile non gioire, impossibile non distaccarsi dalle terrene avversità e vagabondare con lo spirito negli immensi paesaggi nordici, forieri di calma raggelante, tranquillità sinistra e buio infinito … lode all’eccellenza
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