Copertina 6,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2026
Durata:23 min.
Etichetta:Dying Victims Productions

Tracklist

  1. DUNGEON OF DEATH
  2. SLAVE TO SIN
  3. DEATH AFTER LIFE
  4. CLOSE COMBAT
  5. STORM THE GATE
  6. THE BIRD

Line up

  • Reptile Anderson: bass, vocals
  • P.J. "The Butcher" La Griffe: drums
  • Stevie "Broke" Whiteless: guitars, vocals

Voto medio utenti

Anche se sono passati più di cinque anni, pur sembrandomi ieri, il nome dei canadesi Sandstorm non mi si era cancellato dalla mente, anzi. E non, purtroppo, per le loro qualità musicali che si attestavano su un heavy metal classicissimo non particolarmente brillante, seppur sufficiente, ma per la copertina di quel 'Desert Warrior', EP del 2021 per l'appunto, che ancora oggi mi fa rivivere qualche incubo. E proprio agli EP i tre giovani musicisti sembrano essere affezionati, dato che anche questa volta 'Dungeon Of Death', il nuovo lavoro in studio, segue la scia iniziata prima da 'Time To Strike' nel 2019, e poi dal sopracitato 'Desert Warrior'. Scelta che comunque apprezzo, dato che come detto i pezzi mostrati finora mancano tutti di mordente, perfetti nell'esecuzione (anche se talvolta fin troppo derivativi), ma privi di anima, di cazzima, insomma. Rispetto agli inizi, va anche detto come i Sandstorm abbiano gradualmente asciugato la loro proposta, passando dalla mezz'ora abbondante del primo EP ai venti minuti e rotti di 'Dungeon Of Death'.

Copertina a parte (seppur migliore, per quanto si possa dire), i canadesi in questa occasione mostrano un fiino in più di determinazione, passando da canzoni buone ma che si dimenticano molto presto ('Slave To Sin'), ad altre dove sono i ritornelli a restare abbastanza impressi in mente, come la doppietta 'Death After Life' e 'Close Combat', con quest'ultima che mostra finalmente un po' di muscoli nel riffing e nelle vocals. I riferimenti sono essenzialmente alla scena NWOBHM e all'epic metal primordiale di band come Omen e Attacker, non sempre ben centrati, ma quando i Sandstorm riescono a inquadrare tutto bene, il risultato è decisamente piacevole, come nella breve ma ottima 'Storm The Gate', dal riffing semplice ma battagliero al punto giusto.

Ci sono voluti un bel po' di anni, ma finalmente i Sandstorm sembrano aver trovato la loro quadra. A questo punto credo che i tempi per un full length siano maturi, e anche se il risultato finale non sarà eccezionale, si saprà senza dubbio far apprezzare.

Recensione a cura di Francesco Metelli

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