Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2026
Durata:50 min.
Etichetta:Pride & Joy Music

Tracklist

  1. GRAVITY
  2. THIS IS IT
  3. CROSSFIRE
  4. RISE AND FALL
  5. HOW DO WE SAY GOODBYE
  6. REVOLUTION
  7. HIDDEN IN THE HEART
  8. CATCH ME WHEN I’M FALLING (BONUS TRACK)
  9. WHAT IF (BONUS TRACK)
  10. LEAVE A LIGHT ON (ACOUSTIC BONUS TRACK)

Line up

  • Dave Hardman: guitar
  • Carl Sharples: bass
  • Warren Passaro: vocals
  • Andy Jakeman: drums
  • Didge Digital: keyboards, synths

Voto medio utenti

Vi ricordate dei First Light? Quelli che grazie a “Elemental” “qualcuno” di cui ho una certa fiducia (non sempre, in realtà …) aveva definito una delle più "belle sorprese sonore del 2025"?
Beh, se quel “figuro” avesse svolto scrupolosamente il suo compito di “recensore della gloria”, tale dichiarazione avrebbe dovuto essere anticipata di due anni, quando cioè la band britannica aveva esordito con il mini “Gravity”.
Ora, ammettendo di aver affrontato il debutto sulla lunga distanza dei First Light senza recuperare il loro primo parto discografico, non posso che accogliere con entusiasmo l’occasione di “riscatto” offerta dal gruppo e dalla Pride & Joy Music, che decidono di rendere disponibile l’albo in forma rimixata e rimasterizzata, registrando ex novo chitarre, basso e voci.
Gravity 2.0”, questa la denominazione assegnata all’operazione di restauro, rivela le qualità di una formazione che già nel 2023 “stupiva” per classe, ispirazione e forza espressiva, il tutto pilotato dall’ugola scintillante di Warren Passaro, sontuosa interpolazione timbrica tra Kevin Chalfant e Lenny Wolf.
L’ambito musicale, per gli “svagati” e i “negligenti”, è quello dell’AOR “classico” con riverberi prog e se questi ultimi saranno più evidenti nel succitato “Elemental”, pregi compositivi e distinzione interpretativa erano comunque attributi ben chiari e trasparenti anche in questa “opera prima” assoluta, piuttosto appassionante d’inizio alla fine.
L’avvio, con le melodie ariose e “radiofoniche” di "Gravity” è, infatti, di quelli che “alleggeriscono” proficuamente una giornata particolarmente gravosa, e anche la successiva “This is it”, innervata da chitarre garbatamente grintose e impreziosita da una struttura armonica pulsante e seduttiva, ha tutte le peculiarità necessarie per allietare i rockofili devoti a Journey e FM.
Nobile tipologia umana che sono sicuro subito dopo si esalterà per “Crossfire”, felice combinazione Stone Fury / Shooting Star, e si lascerà conquistare pure dalle contagiose vibrazioni crepuscolari di “Rise and fall”, “How do we say goodbye” e dell’inno “Revolution”, materiale musicale dotato di spiccata presa emotiva.
La conclusione (almeno dell’originale … ma qui, come vedremo tra poco, ci attende una gustosa appendice …) è riservata all’enfasi (dai tratti vagamente Simple Minds-iani) di “Hidden in the heart”, forse appena di maniera e tuttavia tutt’altro che sgradita.
Come appena anticipato, “Gravity 2.0” comprende pure tre bonus tracks, due nuove canzoni e la versione acustica di “Leave a light on” … e se per le per le prime, “Catch me when I’m falling” e “What if”, si può tranquillamente parlare di suggestivi gioiellini melodici, atti ad incentivare l’attesa per un secondo full-length, di fronte alla terza non si può far altro che illanguidirsi, lodando l’emozionante interpretazione di Passaro.
Alla luce dei fatti così accertati, i First Light si possono tranquillamente considerare parecchio di più di una “sorpresa” e con tali credenziali li rinviamo con impazienza e stima all'impegnativa prova dei prossimi passi artistici.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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