Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2026
Durata:40 min.
Etichetta:Scarlet Records

Tracklist

  1. GLORIOUS BREAKDOWN
  2. HEART OF THE CITY
  3. DAMAGE CONTROL
  4. STATE OF SHOCK
  5. ITALIAN COGLIONE
  6. IN FLAMES
  7. BLESSED BY MISERY
  8. ALL FOR THE WEAK END
  9. WALLS
  10. CHAIN REACTION

Line up

  • Jack: vocals
  • D.B: guitar
  • Michael: guitar
  • Fungo: bass
  • Maddy: drums

Voto medio utenti

Conservavo un buon ricordo degli Speed Stroke e del loro precedente “Scene of the crime”.
Il “ricordo”, però, è spesso un consigliere fin troppo indulgente che induce a focalizzarsi più sulle cose positive che su quelle negative.
Un ripassino ha scongiurato il rischio consentendomi, passando all’ascolto di “Damage control”, di appurare come tutte le qualità espressive e compositive del passato si siano confermate e consolidate, rendendo gli imolesi un potenziale protagonista della scena street / sleaze metal europea.
Lo deve aver pensato anche un “certo” Erik Martensson, che ha mixato e masterizzato il disco, accorgendosi anche lui di quanto i nostri possano essere un credibile competitor per “gente” come Hardcore Superstar, Crashdïet, Ammunition e Crazy Lixx.
Disinvoltura, naturalezza e vitalità, doti già insite nell’innato approccio musicale degli Speed Stroke oggi sono diventate ancora più solide e radicate, declinate all’interno di un songbook che punta essenzialmente al coinvolgimento da “arena”, ma sa anche esprimersi attraverso sonorità maggiormente “meditate”.
L’apertura dell’opera, in realtà, ha ben poco di “riflessivo” … “Glorious breakdown” aggredisce l’astante con il suo ruggente piglio W.A.S.P.-iano (e qui, per esempio, è ravvisabile una bella “sfida”, vinta, con gli Smoking Snakes …) e il refrain “da stadio”, mentre nel clima lascivo di “Heart of the city” ad emergere è la capacità della band di saper ammaliare anche attraverso sonorità meno fragorose, seppur fondate sul grimaldello emotivo rappresentato dal coro contagioso.
La title-track dell’albo è un autentico omaggio alle vocazioni artistiche di Blackie Lawless & C., e anche “State of shock” punta dritto, con un pizzico di minore efficacia, sulle classiche prerogative dell’inno a “presa rapida”.
Arrivati alla provocatoria “Italian coglione” il suono si arricchisce di pulsanti sfumature melodiche ottimamente inserite nel dominante spirito anthemico della raccolta e situazione analoga la ritroviamo pure nell’adescante “In flames” e, soprattutto, in “Blessed by misery” un canicolare numero hard-blues impreziosito dalla presenza di Giorgia Colleluori (Sinner, IT'sALIE) e da un suggestivo break di sax.
Dopo l’emozionante pausa intrisa di passionalità si torna alle scattanti spensieratezze rock n’ rollistiche, vagamente Poison-esche, di “All for the weak end”, per poi transitare per le inquietudini urbane di “Walls” (gran bel pezzo …) e approdare alle cadenze stradaiole e riottose di “Chain reaction”, a completamento di una brillante rivisitazione della grande tradizione dell’hard n’ heavy viscerale, ribelle e vizioso.
Quello degli Speed Stroke è dunque un nominativo che mi sento di schierare in “prima linea” nell’eventuale intento di contrastare l’enorme espansione della scena scandinava di riferimento … in senso meno “belligerante”, possiamo semplicemente affermare che “Damage control” è un concentrato di R n’ R davvero elettrizzante.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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