Copertina 8,5

Info

Anno di uscita:2026
Durata:44 min.
Etichetta:HNE Recordings

Tracklist

  1. YOUNG LOVE
  2. LIGHTNING STRIKES
  3. WALK THE WALK
  4. LONG GONE
  5. HEART AND SOUL
  6. LONG HARD LOOK
  7. TRUE BLUE LOVE (UNPLUGGED)
  8. DEEPER SIDE OF LOVE
  9. TIME HEALS THE PAIN
  10. WORD GETS AROUND

Line up

  • Lou Gramm: vocals, backing vocals, percussions
  • Bruce Turgon: bass, drums, keyboards, guitar
  • Tony Franklin: bass
  • Ben Gramm: drums
  • Mike Lasaponara: drums
  • Jeff Jacobs: keyboards
  • Johnny Cummings: keyboards, piano
  • Alex Garcia: guitar
  • Jeff Gollub: guitar
  • Vivian Campbell: guitar
  • Scott Gilman: sax

Voto medio utenti

Viviamo tempi in cui incombe il “dubbio” che le recensioni musicali siano spesso più una forma di auto-gratificazione di chi le scrive che un’indicazione per chi (eventualmente) le legge.
In tale situazione, poi, ci sono disamine in cui tale perplessità si avvicina pericolosamente al concetto di “certezza”, un po’ perché magari il disco in questione non è di freschissima uscita e molto perché l’autore del suddetto è talmente celebre e fondamentale per il genere da immaginare che i suoi estimatori non abbiano davvero bisogno di ulteriori approfondimenti.
È questo il caso di “Released” del leggendario Lou Gramm, pubblicato nei primi mesi del 2026 e, sono certo, ormai parte integrante delle preziose discografie di tutti i cultori del rock melodico.
A questo punto, analizzare l’opera, per i motivi appena addotti, può sembrare abbastanza “superfluo”, ma trattandosi di una raccolta d’inediti recuperati dagli archivi degli anni ottanta dell’ex Foreigner e integrata da porzioni strumentali supplementari, diciamo che mi appello al rischio di uno sterile “raschiamento del fondo di barile” per giustificare quello che, in fondo, è probabilmente riconducibile ad un impellente atto di casto “onanismo” musical-grafologico.
Ebbene, tranquillizziamo coloro che ancora dubitavano del valore artistico dell’album … “Released” è una splendida selezione di canzoni AOR (fatalmente) classiche, interpretate alla grande (nonostante qualche sporadica “fatica” nei brani cantati di recente) da una delle VOCI essenziali e seminali del settore, supportata da musicisti e compositori (tra cui il fedele collaboratore Bruce Turgon) di enorme levatura professionale ed espressiva.
In un periodo storico in cui l’emulazione del passato, per quanto molte volte apprezzabile e ispirata, è all’ordine del giorno, essere investiti dalla pulsante tensione melodrammatica di “Young love”, impreziosita dal vibrante assolo di Vivian Campbell (con il nostro e Turgon anche nei favolosi Shadow King), cancella buona parte del lavoro certosino da amanuensi di tanti epigoni, alla fine ineluttabilmente “sconfitti” da un confronto diretto con la Storia.
Non è da meno la successiva la crepuscolare “Lightning strikes”, intrisa di sontuose tastiere e di un clima “cinematografico” assai suggestivo, mentre con “Walk the walkGramm e i suoi sodali (tra cui Scott Gilman artefice di formidabili break di sax) si spostano su spigliati sentieri boogie-blues, ottimi per accogliere le velleità “ballerine” dell’astante.
Appena meno “scintillante” risulta “Long gone”, che tuttavia piace per un gradevole saliscendi melodico, soppiantato prepotentemente nell’elogio dalle trame di raffinato hard-blues di “Heart and soul”, in pieno ardore Foreigner-esco.
Altre buone vibrazioni le garantisce l’inquietudine notturna di “Long hard look”, che avrebbe dovuto essere inclusa nel secondo albo solista di Lou (di cui porta il titolo e non si capisce perché sia stata esclusa …), disco che comprendeva pure “True blue love”, qui ripresa in una intima versione per piano e voce.
La piccola “stravaganza” della scaletta si chiama “Deeper side of love”, caratterizzata da riverberi armonici maggiormente cangianti, e a chi predilige il ritorno a soluzioni meno “progressive” sono dedicate la magniloquente “Time heals the pain” (che possiamo considerare l’embrione da cui, in parte, è scaturita “Until the end of time” dei Foreigner) e la “bomba” finale “Word gets around”, un autorevole anthem di rock adulto yankee a ventiquattro carati.
Con la disturbante sensazione che in qualche caso gli “scarti” dei Maestri siano migliori delle “prime scelte” degli allievi, non mi resta che raccomandare caldamente “Released” a quei pochi (spero) melodic rockers che ancora non se ne sono prontamente impossessati … fidatevi, questa “vecchia roba” non vi deluderà nemmeno per un istante.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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