Copertina 8

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2026
Durata:23 min.
Etichetta:Avantgarde Music

Tracklist

  1. BUCEFALO
  2. FILO D’ARIANNA
  3. ARGONAUTI
  4. QUIS TANTUS FUROR
  5. GAUGAMELA

Line up

  • Matteo "Vinctor" Barelli: vocals, guitars, keyboards, programming.
  • Massimo "m:A Fog" Altomare: drums.
  • Claudio "Malphas" Fogliato: bass.

Voto medio utenti

"Divino amico bruciamo
Veloci come la luce, io e te
Galoppando su un lembo di eterno
Che avvolge il mondo"


Il "pubblico" metal, per la sua maggioranza, aspetta ancora, con ansia, il nuovo album degli Iron Maiden, dei Metallica o dei Judas Priest.. niente di male, sia chiaro, ma volevo solo cercare di farvi capire cosa rappresenti per me, dopo quasi venti anni di silenzio, il ritorno degli Janvs, uno di quei gruppi che ha segnato indelebilmente la mia esistenza con la sua musica colma di fascino, eleganza e indomito spirito italico, contribuendo a fare di me quello che sono.

"Fatum Est" dura solo 23 minuti.
23 minuti che, però, sono sufficienti a rievocare la magia di un suono senza tempo, quella di un Black Metal dal taglio progressive, personale nella sua essenza, evocativo, violentissimo ma raffinato, dedicato "a coloro che sfidano lo sguardo degli dei, bruciando senza ossigeno in infinitesimi ed eterni momenti di bellezza e morte, annegati nel vuoto di un cosmo eternamente identico a se stesso, privo di qualsiasi scopo".
Un album che ci riporta direttamente al capolavoro "Vega" (una delle cose migliori mai uscite dal suolo italico) in una veste, però, più disperata e feroce, con un taglio cosmico che lo eleva al di sopra di tutto e tutti, tra melodie senza tempo, anzi, che sembra il tempo lo abbiano fermato, cultura che si intreccia con la musica, ed intuizioni compositive che sanno spaziare su uno spettro sonoro ampio e mai scontato, uno spettro di colori brillanti, per quanto freddi, che solo gli Janvs riescono a far brillare con questa magnificenza e delicata alterigia.
La produzione di Dan Swanö, la voce e le liriche auliche di Argento degli Spite Extreme Wing (come da tradizione, ospite di lusso) su "Argonauti", gli incredibili intrecci, al limite dell'avantgarde, della meravigliosa "Quis Tantus Furor", brano quasi inedito nella sua formula, lo "Studio per la Gorgone e gli Eroi" di Giulio Aristide Sartorio per l'incredibile artwork, sono gli altri tasselli di "Fatum Est", un lavoro in cui ogni canzone, come ci racconta il gruppo, trae ispirazione da un mito, una figura o un episodio della tradizione ellenica, rielaborandone e decostruendone la narrazione in una visione esistenziale che è al contempo intima e universale, esattamente come la musica che viene veicolata da questi maestri.
Per come la vedo io, questa è Arte nel suo significato più puro e profondo.
Il resto, tutto il resto, sono solo chiacchiere.

"Sul mare vergine posammo la prua
Era silenzio di dèi e di ignoti abissi"


Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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