A distanza di un anno da
"Fra li Monti Sibillini,
Hesperus ci regala il secondo capitolo del concept dedicato ai miti ed al folklore delle Marche, che, in questa occasione, si estende, idealmente, a tutta la regione ed è storicamente ambientato, principalmente, nel tardo Medioevo, ma anche agli inizi del Rinascimento (in questo caso messo in risalto nei suoi lati più tetri).
Come di consueto in casa
Hesperia, concept e musica si intrecciano in modo mirabile andando, sostanzialmente, di pari passo, tanto è vero che
"Picenum" trascende la dimensione di mero album per trasformarsi in una esperienza "sensoriale" completa in grado di inglobare, in un intreccio tessuto con grande perizia, cultura, ricerca storica, immagini, Black Metal (con forte ispirazione Bathory), racconti, fiabe (bellissime), momenti Ambient quasi cinematografici, per una importante durata complessiva di un'ora e venti minuti durante la quale, mai, si avrà la sensazione di superficialità o inutile ridondanza poiché ogni nota, ogni arrangiamento, ogni arpeggio, ogni linea di tastiera (che ho trovato particolarmente efficaci) è essenziale all'opera tutta e non semplice orpello per "allungare il brodo", sebbene una durata così importante richieda, come è ovvio, molto tempo per poter entrare in vera sintonia con l'album.
Gli
Hesperia, come ricordo ogni volta che ho occasione di parlare di loro, sono un gruppo molto particolare: riescono a coniugare il passato (in questo caso sia estremo sia "storico") con un approccio alla composizione assolutamente personale e, sebbene nella loro musica si possano cogliere riferimenti a questo o quell'artista, appare chiaro che il tutto viene veicolato in un suono che è di
Hesperia e basta, cosa, questa, da sottolineare con forza per rendere omaggio ad un musicista sincero ed unico nel proporre le sue idee.
"Picenum", a mio avviso, è un capitolo ancora più intrigante del precedente perchè riesce, con maggiore profondità, a farci vivere le radici di un artista giunto alla sua maturità che meriterebbe ben altra attenzione non solo nel nostro paese, ma anche al di là dei confini nazionali, per la sua capacità di dare nuova linfa ad un genere musicale come quello del Black Metal senza stravolgerlo, ma "semplicemente" vivendolo nel profondo e facendone strumento perfetto per raccontate storia, folklore ed amore per la propria Terra, in maniera, mi ripeto, molto personale.
Dedicate il giusto tempo a questo album: non ve ne pentirete.
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