Copertina 7

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2026
Durata:49 min.
Etichetta:Dying Victims Pruductions

Tracklist

  1. SORCERESS
  2. UTVALDA SVÄRDETS NATT
  3. OUT OF YOUR SIGHT
  4. DOWN FROM THE SKIES DIVINE
  5. CHALICE OF LIGHT
  6. 2084
  7. CULT OF ANDROMEDA
  8. GLÖMSKANS SJÖ
  9. CHOSEN BY FATE
  10. THE RAVEN

Line up

  • Viktor Gustafsson: vocals
  • Max Warnby: guitars, bass
  • Timmy Lindgren: guitars
  • Jakob Nilsson: drums

Voto medio utenti

Reduci da un esordio decisamente acerbo e, oltremodo penalizzato, da una produzione che, definire “pessima”, appare un vero e proprio esercizio di pura diplomazia fine a se stesso, gli svedesi Watcher passano sotto il nobile vessillo della Dying Victims Productions (che evidentemente ne aveva intravisto le potenzialità) e la MUSICA CAMBIA, letteralmente!
La band di Skövde, nata originariamente come un one-man project del polistrumentista Viktor Gustafsson, è ora diventata un quartetto in cui, oltre al vocalist fondatore, troviamo Tommy Lindgren (chitarra), Max Warnby (chitarra e basso) e Jakob Nilsson (batteria).

Sin dalla opener Sorceress , gli Watcher, pur mantenendo la spontaneità del debutto, mettono immediatamente in chiaro che stavolta siamo al cospetto di un album diverso, ben definito e di pregevole fattura sotto tutti i punti di vista, oltre che nettamente più maturo.
Mistress Of Our Time è un disco decisamente vivace, seppur diretto, caratterizzato da ritmiche incalzanti e sonorità energiche, in cui il tradizionale classic metal in salsa svedese, figlio di bands gloriose del passato come Heavy Load, Axewitch, Gotham City o Silver Mountain, emerge prepotentemente in ogni istante, mischiandosi tuttavia a un pizzico di folklore scandinavo. Sotto questo aspetto, la proposta degli Watcher, per sue stesse caratteristiche, somiglia maggiormente a quella degli Helvetets Port, piuttosto che a quella di altre realtà connazionali, quali ad esempio, Ambush o Century, arrivando a partorire perfino un paio di tracce in lingua madre, come Utvalda Svärdets Natt o Glömskans Sjö che incrementano sensibilmente l’appeal del disco.
Il song-writing degli Watcher funziona decisamente meglio rispetto al primo disco, adesso la struttura delle composizioni appare più logica e mirata, facendo leva su corpose fondamenta ben delineate, su una sezione ritmica che, spesso e volentieri, tende saggiamente ad alzare i giri del suo motore e su trame melodiche più ricercate, a cavallo tra epicità (Chalice Of Light, Chosen By Fate o la conclusiva The Raven) ed una, più profonda, dimensione onirica (Down From The Skies Divine, 2084, The Cult Of Andromeda); ne nasce un sound che, per quanto semplice e lineare, si rivela decisamente efficace.
Beffardamente, l’unica nota stonata di Mistress Of Our Time è, per assurdo, da individuare proprio nella voce di Viktor Gustafsson, che non riesce mai a graffiare in maniera cosi incisiva come il comparto strumentale rivendicherebbe. Il vocalist svedese infatti è in possesso di una buona timbrica, ma assai particolare, a metà strada tra quella di (prendete tutto con le debite proporzioni ovviamente) King Diamond e Ozzy, senza chiaramente possederne la medesima folle teatralità, oltre che la stessa intensità.
Tuttavia, come detto precedentemente, questa lieve carenza di aggressività a livello canoro, viene ampiamente ricompensata, non solo dalle solide impalcature compositive, ma anche dal gran lavoro svolto dal singer scandinavo in fase di scrittura, dove effettivamente, i passi in avanti, sono considerevoli.

Insomma, se amate le sonorità tradizionali, Mistress Of Our Time non vi deluderà!
Del resto, alla Dying Victims ci hanno sempre visto lungo e, se hanno accolto gli Watcher nel proprio roster, un motivo dovrà pur esserci, no?!




Recensione a cura di Ettore Familiari

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.