Copertina 7,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2026
Durata:58 min.
Etichetta:Moribund Records

Tracklist

  1. COLD IN THE EARTH
  2. REMEMBRANCE I
  3. STARLIGHT
  4. DEVOURING FIRE
  5. ELUSIVE
  6. WINTER'S DUE
  7. REMEMBRANCE II
  8. ORDINARY WORLD (DURAN DURAN COVER)

Line up

  • Shatraug: drums, guitars, bass, vocals

Voto medio utenti

"Mortualia ritorna, più ispirato che mai, con un album nato non dalla depressione ma da amore e passione."

Dopo dieci anni di silenzio, Shatraug presenta con queste parole il suo nuovo album "Cold in the Earth", quarta realizzazione del suo progetto solista Mortualia.
Parole sorprendenti, visto lo straziante DSBM all'interno del quale si muove, da sempre, questa sfuggente entità musicale finlandese che, oggi come ieri, rappresenta l'eccellenza del genere e che, ancora una volta, ci conduce negli abissi della solitudine e della misantropia estrema, nonostante un lavoro ispirato ed influenzato dalla fidanzata di Shatraug stesso.

"Cold in the Earth" è l'inverno.
Le sue note, tristi e dolenti, sono una passeggiata solitaria attraverso boschi innevati, quando il rumore dei tuoi passi è attutito dal manto nevoso ed il tuo respiro si condensa in vapor acqueo, mentre, tutto attorno, è silenzio, gelo, natura indifferente e suggestioni che ti invadono profondamente.
Le urla di Shatraug ti penetrano sotto la pelle, il riffing circolare ed ipnotico ti allontanano da te stesso, i ritmi lenti ed ossessivi ti mettono di fronte alla tua insignificanza: ogni elemento di questo album è dolore, è depressive black metal allo stato puro, capace di essere un caldo abbraccio nonostante i suoi artigli ghiacciati, è musica da vivere con l'anima e non con il cervello poiché, solo chiudendosi in se stessi, se ne possono cogliere i dettagli e le sfumature, come i meravigliosi cori romantici, per capirne, sinceramente, l'essenza.
Una essenza impalpabile, estrema come solo il black metal può essere, ipnotica che, come nebbia, ti avvolge, ti annulla ma ti fa sognare accompagnandoti in un viaggio verso il tuo io più profondo.

Io vivo, anche, per opere con questo straordinario potere catartico e spero che, anche in pochi, possiate avvicinarvi a "Cold in the Earth" e godere di una dichiarazione d'amore così distante dall'amore stesso eppure così intimamente legata ad esso (concetto che potremmo "estendere" alla inaspettata cover di "Ordinary World" che chiude l'album).

Brividi.

Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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