Gli
Otras sono un quintetto slovacco che con
“Na krídlach morovida” arriva al secondo album nel giro di un paio d’anni . Dopo aver iniziato la carriera come una sorta di punk band ipervitaminizzata è con l’esordio
“Čas karhať” che aggiustano il tiro assestandosi su binari più vicini al black metal. Con il qui presente album, e grazie all’ingresso di due nuovi chitarristi (
Viktor Znečistič e
Doctor Conqueror) le cose iniziano a farsi decisamente serie ed interessanti, infatti i 32 velocissimi minuti di quest’album sono qualcosa di veramente entusiasmante e furioso anche se a dire il vero non propriamente originalissimi… sin dalle prime note dell’opener
“Kropiť Polia Jedom” ci troviamo in piena tempesta strumentale con una cascata di note, ritmi serratissimi e gli
Emperor del monumentale
“IX Equilibrium” che si manifestano nelle nostre orecchie … che sia un bene o un male è per tutti una questione personale, tanto più che l’ingombrante ombra dei maestri norvegesi, pur rimanendo presente, va scemando sempre più nel corso dell’album fino a trasformarsi, addirittura in un qualcosa che rimanda più agli ultimi
Dark Throne e, dunque alle origini “punk” del gruppo, nella conclusiva
“Kosti mŕtvych neradno obracať” . Nonostante questi riferimenti e queste influenze, i sei pezzi di
"Na krídlach morovida” scorrono via che è un piacere, facendosi apprezzare, per esecuzione, furia e cattiveria, che riesce a far dimenticare, o almeno passare in secondo piano, le influenze citate. Complessivamente perciò ci troviamo di fronte a qualcosa di molto valido e coinvolgente che senza sconvolgere gli equilibri del metal estremo, fa pienamente il suo sporco lavoro meritandosi, addirittura, ripetuti passaggi nello stereo. Nel prossimo album non mi meraviglierei di scoprire che questa splendida crisalide si è definitivamente trasformata in farfalla …
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