(26 febbraio 2026) Smith/Kotzen + Hangarvain @ Milano

Info

Provincia:MI
Costo:non disponibile
Quale miglior cornice poteva ospitare l’unica data italiana prevista per questo tour europeo della premiata ditta Smith/Kotzen, se non il blasonato e quotatissimo Live Club di Trezzo? Un locale moderno e all’avanguardia, da anni leader assoluto in Italia per quanto riguarda la programmazione di eventi esclusivi e di un certo prestigio, come appunto questo di stasera.

Il celebre e famoso duo anglo/americano, composto dai virtuosi chitarristi Adrian Smith degli Iron Maiden e da Richie Kotzen (Poison, Mr.Big, The Winery Dogs) per l’occasione non solo ci onorano della loro presenza per un’esclusiva data Italiana ma anche di un concerto pazzesco, dove sono apparsi sempre carichi e sul pezzo, molto concentrati sulle esecuzioni dei brani e in forma fisica smagliante!
Personalmente, in un contesto complessivo di eccellenza come sempre del Live Club a livello di acustica, suoni e visibilità, l’unico appunto che mi sento di smuovere riguarda l’illuminazione del palco, troppo concentrata nei lati dove erano posizionati i due protagonisti principali, salvo rendersi poi più omogenea quando entrambi si accentravano.

Smith/Kotzen, in questo tour mondiale denominato “Black Light/ White Noise” (che è peraltro il titolo del loro secondo album di recente uscita) , ci presenteranno una setlist piuttosto varia, che darà certamente molto spazio a quest’ultimo lavoro, ma senza trascurare minimamente (e fortunatamente direi) il disco d’esordio, più un paio di chicche estratte dall’EP “Better Days”.

Ad aprire questa serata milanese in origine doveva esserci il chitarrista inglese Kris Barras, che per motivi personali (o di salute) è stato impossibilitato ad esibirsi, e pertanto sostituito all’ ultimo minuto dai nostri connazionali Hangarvain, che lo hanno fatto direi in modo egregio e molto professionale.

La band napoletana è piuttosto conosciuta in Italia e all’estero, grazie ad un invidiabile palmares di ben sei studio album di ottimo successo e alla condivisione del palco con molti artisti di calibro internazionale come nel caso di stasera, dove apriranno per due leggende come Adrian Smith e Richie Kotzen!
Ho già avuto la fortuna di vedere qualche annetto fa gli Hangarvain esibirsi nelle mie zone in un altro paio di circostanze, e le impressioni positive che mi trasmisero allora me le hanno riconfermate oggi, grazie a questa miscela di hard/southern blues che si sposa con un rock contemporaneo originale, creando un sound molto piacevole all’ascolto, aiutati e agevolati anche dalle indiscutibili qualità tecniche in loro possesso.

Un'oretta circa di ottimo intrattenimento, in cui vengono proposti sia brani del loro repertorio, che cover, come la mitica “Black Betty” dei Ram Jam. Simpaticamente, intitolano un loro brano “Freebird”, e nonostante il titolo sia lo stesso della ben più celebre canzone dei Lynryrd Skynyrd, ci garantiscono che è solo una pura coincidenza e tutta farina dal loro sacco. Bravi davvero gli Hangarvain, tante meritate ovazioni al loro piu’ che riuscito show organizzato in extremis e a tempo di record! Una bellissima realtà italiana di cui andare tutti fieri, e che ci saprà certamente regalare altre soddisfazioni in futuro.

Vero è che il giovedì infrasettimanale non aiuta né incoraggia molte persone a lunghi spostamenti per concerti, però vista la fama e il blasone tecnico dei due artisti che tra poco saliranno sul palco del Live Club, talvolta varrebbe la pena fare uno sforzo in più e un sacrificio, anche in termini di tempo ed economici. C’era comunque un bel pienone, intendiamoci, e i veri seguaci dei due artisti non si sono fatti attendere ed erano tutti presenti, ma mi sarei aspettato una risposta ancora più massiccia e corposa come affluenza, con un Live Club gremito al limite del sold out!

La temperatura in sala a questo punto della serata si sta facendo rovente ed incandescente, mentre l’adrenalina cresce nel corpo visibilmente, soprattutto incrociando lo sguardo di molti fan degli Iron Maiden, giunti appositamente per vedere il loro idolo Adrian Smith in azione muniti di t-shirt d’ordinanza e magari nella speranza di incontrarlo di persona a fine concerto (e qualche fortunato c’è anche riuscito fuori dal locale). Nonostante anch’io indossassi la maglietta dei Maiden per l’occasione, e che Adrian Smith sia il mio chitarrista preferito da sempre della celebre metal band inglese, sono anche e soprattutto un fan numero uno di Richie Kotzen, che prima di stasera ho avuto la fortuna di vedersi esibire da solista in altre precedenti situazioni, ed intervallate a distanza nel tempo. La curiosità di vedere e sentire dal vivo questo progetto era grande però, e direi che le attese non sono state tradite; è straordinario come due amici chitarristi stilisticamente molto diversi siano riusciti a creare una sinergia così forte, traducendola in un progetto comune grazie alla passione e all’amore che li accomuna per il rock blues.

In perfetto orario, accompagnati giustamente da una grande dose di ovazioni e acclamazioni, fanno il loro atteso ingresso sul palco del Live Club Smith/Kotzen, sistemandosi ai due lati opposti del palco: alla destra Richie Kotzen e alla sinistra (dove sono appostato io) Adrian Smith, che fatalità a distanza di poche ore dal termine di questo show festeggerà il suo compleanno e spegnerà ben 69 candeline sulla torta. Come dire …passano gli anni per tutti, ma per un mito vivente come lui non si vedono proprio trascorrere!

Richie Kotzen ha abbandonato da tempo le lunghe chiome optando per un look più sobrio e maturo, in linea anche con la sua direzione musicale intrapresa nella carriera solista, mentre Adrian Smith è rimasto più ancorato al suo stile metal old style, anche se per l’occasione sfodera un elegante cappello con tanto di sciarpa rossa al collo.
Da un punto di vista strettamente musicale invece sono due chitarristi molto diversi; Kotzen è un virtuoso con il gusto musicale latino nelle vene, che ha spaziato dall’hard rock al bluesy rock, toccando perfino i confini del jazz e della fusion, vantando una serie di collaborazioni esterne con svariati artisti, che ne ha fruttato nel tempo una vastissima produzione discografica, sia come solista che con altre bands (su tutte ricordiamo i dischi incisi con i Poison e con i Mr. Big).

Smith è invece il classico chitarrista metal, che unisce tecnica e virtuosismo e che sostanzialmente ha costruito la sua fortunata carriera artistica con i Maiden, nonostante vanti anche lui altri importanti progetti (con A.S.A.P. e Psycho Motel) più altre collaborazioni come quelle con l’amico e collega nei Maiden, il vocalist Bruce Dickinson, in un paio di suoi ottimi dischi solisti e di successo (“Accident Of Birth” e “The Chemical Wedding”).

Al netto di questo è davvero incredibile non solo la simbiosi che sono riusciti a tirar fuori nei due meravigliosi studio album, ma soprattutto vedere l’intesa in sede live dove riescono ad interagire e ad intersecare le loro chitarre in un'unica direzione e facendole parlare la stessa lingua musicale, creando quella “magia” che solo i veri fuoriclasse riescono a trasmettere.

Due campioni come Smith/Kotzen per far risaltare al meglio la loro abilità e maestria alla sei corde e dar maggior spessore dal vivo alle loro composizioni, necessitano di una sezione ritmica di un certo livello: la soluzione arriva tutta dal Brasile! Alla batteria troviamo niente di meno che il grandioso Bruno Valverde degli Angra, affiancato dalla talentuosa ed affascinante bassista Julia Lange, nonché moglie di Richie Kotzen, che si dimostra peraltro molto efficace anche come corista. Una superband quindi a tutti gli effetti, impeccabile tecnicamente e che ci ha letteralmente deliziato i timpani per oltre un ora e trenta, dove l’unico “difetto” che mi sento di imputare al loro show straordinario è stato quello di una certa percezione di “freddezza” e di “stacco”, in cui è mancata un po’ di comunicativa ed interazione con il pubblico.

Il brano omonimo dei Bad Company viene scelto come intro show e per ingannare l’attesa della loro esibizione, che prende il via ufficialmente con le meravigliose “Life Unchained”, “Black Light", “Wraith”; un trittico di pura classe e per palati fini, seguito dalla più riflessiva “Glory Road”, estratta dal disco d’esordio omonimo. Come anticipato precedentemente, interessante e molto gradito anche il ripescaggio di due brani dall’ EP “Better Days” attraverso le splendide “Hate And Love” e “Got A Hold Me”.

Altri apici assoluti e significati si sono snodati attraverso le note delle grintose “Taking My Chances” ed “Outlaw”, passando per la magnetica e avvolgente “Darkside”, fino ad arrivare alla sublime “White Noise”: la bellezza nel vedere Smith/Kotzen duellare a colpi di assoli per tutto il concerto, in una sorta di “botta e risposta”, è qualcosa di incredibile, che lascia di stucco e fa viaggiare la mente con leggerezza e spensieratezza, perché il godimento che si prova in quei momenti è davvero tanto: la voce calda e sensuale di Kotzen poi che si incastra perfettamente con quella più vigorosa ed energica di Smith, diventa poesia pura per le orecchie!

Sulle note di “Solar Fire” si chiuderebbe virtualmente la contesa, ma in realtà i nostri due eroi hanno in serbo una sorpresona per il gran finale da regalarci; il bis inizia con un brano bellissimo estratto dalla carriera solista di Richie Kotzen intitolato “You Can’t Save Me”, che funge da “calma prima della tempesta” e prima della vera e propria apoteosi che si scatenerà a breve con “Wasted Years” dei Maiden, dove scoppia letteralmente il delirio in sala, a testimonianza e riconferma (se mai ce ne fosse bisogno) di quanto la storica metal band britannica sia amata e famosa da noi!

Siamo solo a fine febbraio, vero, ma ne sono certo, questo live ha già le carte in regola per candidarsi tra il top dell’ annata in corso!
Lunga vita alla premiata ditta - Smith/Kotzen!

Immagine
Report a cura di Alessandro Masetto

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per questo concerto! Vuoi essere il primo?