Come dicevo nella recensione, questo gruppo molisano ha pubblicato un album potente, non solo musicalmente ma soprattutto per i contenuti, ho voluto fare una chiacchierata con il leader Vittorio Sabelli in modo da mettere tanta carne al fuoco riguardo al nuovo parto "Ver Sacrum" uscito per My Kingdom Music
Ciao Vittorio, bentornato su Metal.it, prima di tutto, vorresti spiegare ai nostri lettori le origini dei Dawn Of A Dark Age?
Ciao a tutti i lettori di
Metal.it e grazie per l’interesse per
Dawn Of A Dark Age, in questo momento molto importante della sua storia.
Il tutto nasce da molto lontano, quando all’età di 14 anni un mio compagno di scuola mi fece scoprire band come
Iron Maiden, Metallica, Slayer e
Black Sabbath.
In quel periodo suonavo il clarinetto nella banda del paese e in un gruppo folk ma rimasi letteralmente folgorato e cominciai a coltivare il sogno di poter unire lo strumento che suonavo e che tutt’ora è il mio lavoro, con la musica estrema.
Qualche anno dopo iniziai a suonare la chitarra e a inserire saltuariamente il clarinetto in alcune registrazioni casalinghe, ma niente di trascendentale che mi spingesse a continuare in maniera decisa.
Fino a quando, durante un viaggio in Norvegia, mi ritrovai di fronte la tomba di
Euronymous nel cimitero di Ski e posso affermare che in quel momento accadde qualcosa di magico che mi spalancò le porte per fare quello che avevo in mente da oltre 20 anni.
E fu così che nacque un primordiale
Dawn Of A Dark Age.
Da quello che ho letto informandomi, voi avete seguito un percorso anche filosofico che vi ha portato ad esplorare le vostre radici, è stata un’evoluzione naturale o un bisogno che si è manifestato?
Più che un percorso filosofico parlerei di un percorso ‘naturalistico’ che, sin dai primi brani che ho iniziato a comporre, mi ha portato a stretto contatto con l’Alto Molise, i luoghi in cui sono nato e ho vissuto per oltre venti anni.
Immergermi totalmente non solo nella natura incontaminata, ma anche nella storia e nei ritrovamenti archeologici, un po’ per volta ha preso vita la saga degli “Elementi” prima, e la “Tetralogia della Memoria” poi.
In questo nuovo album c’è un percorso musicale importante, che già in sede di recensione mi aveva molto colpito, perché avevo percepito come un’influenza i Bathory più fieri ed epici ma non solo perché ho sentito molta personalità, ho forse avuto un abbaglio?
Mi dispiace deluderti, ma se c’è qualcosa che potrebbe riportare a qualche ‘atmosfera
Bathory posso assicurarti che è del tutto involontaria e casuale.
Se proprio devo fare un nome che ha in parte influenzato, anche se da molto lontano, la parte ‘centrale’ di “
Ver Sacrum”, quelli sono gli ukraini
Kroda.
Nel periodo in cui stavo componendo "
Il Consiglio degli Anziani" ero in fissa con i loro album, e, se nella normalità, quando qualcosa che scrivo si avvicina troppo a cose già ascoltate, cambio subito direzione, in questo caso ho accolto a braccia aperte questo mood e l’ho personalizzato con altro materiale che avevo in mente.
Aveva l’andamento perfetto di cui avevo bisogno per far riappacificare i Sabini col Dio Mamerte, dopo che avevano infranto il voto fatto.
Come fate a far convivere le diverse anime musicali all’interno di questa band?
Nella maniera più naturale possibile! Quando ho bisogno di cambiare strada e atmosfera discostandomi dalle parti tipicamente Black Metal, attingo dal calderone delle mie esperienze musicali, una sorta di libreria mentale nella quale ci sono brani di ogni tipo: marcette, brani folk, valzer, passi orchestrali, standard jazz e tanti altri elementi che ho interiorizzato negli anni.
E quando la mattina mi sveglio, a seconda dell’umore che ho, cerco di aggiungere qualche tassello ai miei progetti senza uno schema pre-stabilito, ma solo lavorando su uno piuttosto che un altro.
Credo che questa spontaneità sia alla base di tutto ciò che col tempo ha caratterizzato in maniera autoctona e distintiva il sound di
Dawn Of A Dark Age e degli altri miei progetti.
Questo nuovo album ha una ricerca storica molto importante che unisce come filo rosso i brani che lo compongono, da dove siete partiti per la ricerca delle fonti?
Come per i tre precedenti album sul Sannio e i Sanniti, anche “
Ver Sacrum” segue il filone di quella che chiamo ‘visione aerea’, ovvero una sorta di copione cinematografico dentro il quale accadono fatti e vicende.
Questo mi permette di capire dove inizia la storia, come evolve e dove (e come) finisce.
“
Ver Sacrum” è paradossalmente il disco della ‘Tetralogia’ sul quale ho fatto meno ricerche, in parte perché tanto materiale lo avevo già acquisito da studiosi, storici e curiosi del Sannio con i quali mi sono confrontato negli anni precedenti, e in parte perché questa storia è venuta fuori quasi da sola, senza alcuna forzatura.
Avevo bisogno di far capire da dove nasceva tutto il discorso che ha portato alla nascita della Nazione Sannita.
Tu fai convivere all’interno di una forma musicale estrema uno strumento inusuale per il genere come il clarinetto, e devo dire che questa scelta coraggiosa calza a pennello, com’è nata questa volontà di inserire questo strumento tipico del jazz e non solo in un contesto metal?
Il clarinetto è stato lo strumento che mi è stato affibbiato senza possibilità di replica quando avevo 11 anni e nacque la Banda della Città di Agnone (a dire il vero c’era anche l’opzione tromba, ma essendo l’ultimo iscritto mia madre si trovò a scegliere a caso per me tra uno dei due e quindi il fato ha giocato un ruolo importantissimo in tutta la mia storia).
Devo dire che la curiosità di sperimentare con questo strumento meraviglioso e pieno di sfumature è comparsa molto presto. Per questo ho cercato negli anni di capire e studiare tutte le potenzialità dello strumento cercando di veicolare le varie esperienze nel metal estremo, la musica che amo da sempre. E eccoci qua a parlare di
Dawn Of A Dark Age come il primo progetto della storia del Black Metal che ingloba il clarinetto, oltretutto in un ruolo principale.
In questo nuovo lavoro hai coinvolto il leader dei blacksters barbaricini Kre ^ U, Ignazio Cuga in arte “Brusiore”, ci racconti come è nata questa intuizione?
Ho sempre avuto un legame molto profondo con la Sardegna, sin dai tempi in cui frequentavo
Nuoro Jazz, Time in Jazz e Cagliari Jazz.
E questo legame è continuato con l’avvento di
Emanuele Prandoni in
Dawn Of A Dark Age, che con la sua voce (e anche batteria in “
Le Forche Caudine”) ha caratterizzato il progetto in maniera consistente.
Quando
Emanuele mi ha detto che su “
Ver Sacrum” non ci sarebbe stato, allora ho iniziato a pensare a un’alternativa che però avesse quel mood ‘old school’ ma non propriamente Black Metal.
Ho da sempre una lista di musicisti pronta per ogni evenienza, ma in questo caso non ricordo chi devo ringraziare per avermi fatto scoprire questa nuova band sarda, i
Kre ^ U.
Ancor prima di ascoltarla rimasi stupito dalle loro foto promozionali, in abiti tradizionali e con un’aura magnetica che a scatola chiusa mi ha fatto contattare il cantante per ricevere una copia del loro debut-album.
Quando ho messo il disco nel lettore, ho sentito che la voce di Ignazio poteva essere quello che avevo in mente per “
Ver Sacrum”.
Sono una persona molto istintiva e empatica, e senza perdere tempo gli ho proposto di entrare a far parte di
Dawn Of A Dark Age.
Dopo avergli mandato una bozza del nuovo album lui ha accettato e da lì è nata questa fantastica collaborazione. Quando mi ha inviato le parti vocali sono rimasto sconvolto da cosa aveva potuto creare dalle mie semplici linee guida.
Ha portato “
Ver Sacrum” in una dimensione ritualistica che mai avrei pensato possibile: cori, subsounds, recitati, in “
Ver Sacrum” c’è tutto e di più di quello di cui avevo bisogno, e questo suo modo di esprimersi è stato decisivo per la decisione di portare
Dawn Of A Dark Age live.
Personalmente devo dire che questo ritorno si presterebbe ad uno spettacolo teatrale dato che all’interno dei brani ci sono parti recitate, narrate che evocano la vicenda in modo suggestivo, che ne pensi?
Diciamo che in ognuno degli album della “Tetralogia” ci sono delle parti narrate, pensate come una sorta di aria e recitativi dell’opera lirica, ma trasportate in ambito Metal.
Queste danno al tutto sicuramente un andamento teatrale o in stile poema sinfonico, ma quando abbiamo deciso di portare live il progetto ci siamo scrollati di dosso tutte queste sezioni e siamo andati dritti al punto, Black Metal, sezioni folk/ritualistiche e stop, e dopo i primi concerti siamo rimasti totalmente soddisfatti, perché questo ci permette di esprimerci in maniera totale.
Posseggo orgogliosamente l’edizione speciale che oltre al formato vinile limitato ed il Cd ha anche delle sorprese al suo interno, segno che l’etichetta crede molto in voi, vuoi spiegare cosa contiene questa edizione speciale ed il rapporto che vi lega a Francesco della My Kingdom Music?
Con
Francesco e la sua
My Kingdom Music c’è un rapporto professionale e allo stesso tempo di amicizia e reciproca stima.
E’ suo il merito se
Dawn Of A Dark Age sta crescendo album dopo album, e non finirò mai di ringraziarlo per le bellissime produzioni dei miei progetti, in particolare per l’ultimo “
Ver Sacrum”.
Nell’Edizione Deluxe del boxset, oltre la shopper bag con il logo della band, ci sono il vinile marble grey, il CD, la T-Shirt ‘Chimera’ e il libro "
La Religiosità Dei Sanniti" del mio amico antropologo, nonché molisano anche lui,
Alessandro Testa.
Il libro è stato stampato in edizione limitata appositamente per questa produzione di “
Ver Sacrum”. I
l tutto in 50 copie numerate, e oltre al boxset ci sono altre due versione dei vinili, una bianca e una nera.
Com’è stato accolto “Ver Sacrum” dalla stampa specializzata?
Al momento con grande entusiasmo, sia da parte della critica che da tutti coloro che hanno potuto assistere ai concerti che abbiamo tenuto a inizio dicembre.
Devo dire che siamo più che soddisfatti di questa prima fase, sperando che nei prossimi mesi il trend continui su quest’onda.
Io ringrazio
Metal.it, i suoi lettori e tutti coloro che supportano
Dawn Of A Dark Age e gli altri miei progetti, che potrete trovare nella nostra pagina
Bandcamp al link:
https://dawnofadarkage.bandcamp.com/A presto.