Spiritual Deception: percorsi della (loro) mente... e storia!

Il mio 2025 metallico si è chiuso con la scoperta dell'ennesima realtà tricolore con attributi grandi come cocomeri che risponde al nome di Spiritual Deception. Dopo averli visti dal vivo di spalla ai Pestilence ho deciso di contattarli per fare quattro chiacchiere con loro e scoprire un po' di più su questa interessantissima band...

Buongiorno ragazzi e grazie per aver accettato questa intervista. Vorrei cominciare parlando del concerto che avete tenuto a Dicembre coi Pestilence e dove, fondamentalmente , vi ho scoperto. Cosa potete raccontarci di questa serata?
Ciao Riccardo, innanzitutto grazie a te per questa intervista. La data con i Pestilence è stata una delle migliori degli ultimi tempi, siamo riusciti a portare un sound curato nei dettagli grazie al nostro fonico ed abbiamo avuto un ottimo riscontro da parte del pubblico. Siamo pienamente soddisfatti!
Vi siete presentati con una formazione a 3 senza bassista: come mai? Tornerete in futuro ad una classica formazione a 4 con bassista?
Attualmente gli Spiritual Deception sono composti da Mirko, Riccardo e Manuel. Dopo l'uscita di Billy dalla line-up abbiamo deciso di lasciare "in sospeso" il ruolo di bassista, ingaggiando Francesca come turnista esclusivamente per l'attività live. Francesca, tuttavia, suona anche con altre band, quindi non sempre può essere presente. In queste occasioni utilizziamo un basso in base.

Immagine
Per il vostro sound avete optato per l’utilizzo di chitarre a 8 corde fanned freet, una scelta non del tutto usuale: quale sono le ragioni che vi hanno spinto in questa direzione?
8 corde Drop E! Ci piace dare fastidio al basso :) Scherzi a parte, abbiamo scelto questa accordatura per dare più groove ai passaggi lenti che inseriamo nei nostri brani. Invece le chitarre multiscala sono quasi una scelta obbligata quando si impiegano delle 8 corde, per distribuire meglio la tensione sullo strumento. La scalatura 28-25 è molto accentuata, ottima per questo proposito e anche a livello ergonomico nella parte alta del manico durante gli assoli.
Il vostro ultimo lavoro si intitola "Semitae Mentis", ossia "Il Sentiero della Mente": vuoi spiegarci cosa si cela dietro a questo titolo e come mai avete scelto il latino?
Tutti i brani che compongono l'album riguardano storie, teorie scientifiche e prodotti dell'intelletto umano, sviluppati nel corso dei secoli. "Le vie della mente" indica le diverse direzioni che possono prendere le creazioni dell'intelletto, pur avendo un'origine comune. La scelta del latino è dovuta al fatto che compare spesso nei brani, specialmente nei cori, coerentemente alle tematiche trattate e per dare un sapore meno contemporaneo.
Semitae Mentis" è fuori da circa un anno: vuoi tirare le somme di come sia andato fino ad oggi?
"Semitae Mentis" è stato il primo full-lenght degli Spiritual Deception e già dalle fasi embrionali del lavoro, aveva superato le aspettative. Abbiamo collaborato, in due brani, con dei colossi del death metal come Luc Lemay e Karl Sanders, pubblicato il disco con due etichette di riferimento nel genere, Amputated Vein per il fisico ed Earache Records in digital distribution, ottenuto una premiere su Decibel Magazine e spazio in riviste del settore come Rock Hard Italia e SickDrummer Magazine. Ad oggi gli ascolti sulle piattaforme digitali continuano a crescere, così come il merchandise venduto, quindi siamo molto soddisfatti.
Come mai prima della sua pubblicazione avete optato per 3 EP prima di arrivare ad un vero e proprio full lenght?[
La formazione della band è stata in continuo cambiamento fino all'EP "Oxymoron", quindi è stato difficile dare uno standard compositivo fino a quel momento. Con "Oxymoron" la band ha trovato una line-up stabile e ha definito più chiaramente la propria direzione stilistica, poi maturata ulteriormente in "Semitae Mentis".
Quale pensi che sia il brano che rappresenta di più ciò che saranno gli Spiritual Deception di domani?
Direi che l'ultimo singolo "The Gate Unseen" possa essere preso come riferimento in questo senso.
Come hai anticipato tu poco fa, in passato avete collaborato con due pezzi da 90 come Karl Sanders (Nile) e Luc Lemay (Gorguts): come siete arrivati a loro e com’è stato suonare insieme a due mostri sacri del death metal?
Con Karl è stato più "semplice", perché avevamo una conoscenza comune che ci ha messo in contatto. Quando i Nile sono passati in tour in Italia ci siamo incontrati, abbiamo parlato del progetto e degli strumenti che aveva a disposizione per dare un po' di Nile vibes e nel giro di qualche settimana avevamo le sue tracce di baglama e voce. Per quanto riguarda Luc, invece, lo abbiamo contattato via e-mail: gli abbiamo presentato il progetto e si è mostrato subito interessato. Ha anche dato un suo contributo compositivo, rendendo l'intro che canta una vera fucilata. Un grande!
Visto che avete collaborato con Karl Sanders e visto che i Nile sono probabilmente la mia band death preferita, non vi è mai balenata l'idea di interpretare a modo vostro uno dei loro brani? Se si quale?
Al momento preferiamo non fare cover, ma solo materiale inedito. In futuro non escludiamo che qualcosa possa accadere.

Immagine
Avete in serbo nuove collaborazioni per il futuro?
Si, abbiamo una collaborazione con un altro pezzo grosso in arrivo, ma niente spoiler :)
Se dovessi spiegare il vostro sound a parole a qualcuno che non vi ha mai sentiti o visti dal vivo, come vi descrivereste?
In una recensione ci hanno definiti "Philosophical Death Metal" una definizione altisonante, ma che ci è piaciuta, viste anche le tematiche che trattiamo. Musicalmente, è una domanda complessa, ma potremmo dire Death metal con influenze technical/brutal/deathcore e con elementi sinfonici… se dovesse esistere un termine riassuntivo fatecelo sapere :)
Considerato il fatto che per me siete stati davvero una splendida scoperta, quali pensi siano i punti in comune e soprattutto le maggiori differenze fra gli Spiritual Deception e le più blasonate band del genere?
In generale, considerando i filoni deathcore e technical death metal, possiamo dire che cerchiamo di collocarci nel mezzo: ci piace mantenere groove, ascoltabilità e melodia, ma non tralasciando parti più serrate, veloci e tecniche. Questa è la formula che vogliamo seguire, perchè rende un brano completo, apprezzabile sia da chi ascolta, sia da chi suona.
In che modo il vostro moniker "Spiritual Deception" si ricollega all’inganno spirituale di Kierkegaard?
Più che un collegamento diretto, è un sunto di un suo pensiero: il problema della "scelta", nel pensiero Kierkegaardiano, svolge un ruolo centrale. L'uomo si trova con la libertà di scelta di fronte ad un'infinità di scelte possibili, con l'alternativa di una "possibilità che sí" e di una "possibilità che no". Egli non possiede alcun criterio di scelta, brancola nel buio in una perenne indecisione, non riuscendo ad orientare intenzionalmente la propria vita in un senso o nell'altro. In un certo senso è quindi vittima di un inganno spirituale.
Chi ha curato l'artwork di "Semitae Mentis" ed in che modo è collegato alla musica che è portato a rappresentare?
L'artwork è stato realizzato da Mark Erskine, artista Armeno. I suoi artwork sono una sorta di "fantasy oscuro" e il suo stile è una via di mezzo tra il digitale e la pittura classica, che quindi mantiene un legame con l'arte pittorica tradizionale. Ci è piaciuto subito, le sue grafiche comunicano qualcosa di oscuro e profondo, non cadendo nella banalità del gore/splatter tipica del death metal estremo. Questo rispecchia pienamente i nostri testi e musica: atmosfere oscure ed esistenzialistiche, ma con una forma curata, non volgare o banale.
Per "The Gate Unseen" avete anche registrato un video che ha la particolarità di avere immagini molto desaturate. La cosa mi ha colpito molto perchè molto in contrasto con i colori accesi della copertina del vostro disco. Come mai questa scelta?
Perché "The Gate Unseen" non fa parte del disco, ma è un singolo postumo. Anche la produzione audio è stata realizzata da un altro studio, con altri criteri di mix. Diciamo che questo singolo è un anticipo della direzione futura della band.
Progetti per il futuro?
Stiamo lavorando a nuovi brani ed ad un nuovo full-lenght. Nei prossimi mesi qualcosa dovrebbe vedere la luce, se tutto va secondo i piani. Seguiteci sulle varie piattaforme social e streaming ed avrete presto nostre notizie, promesso \m/
Intervista a cura di Rix619

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?