L’esplosiva band francese di heavy psychedelic rock
Slift torna con "
Fantasia", il nuovo album in uscita venerdì 5 giugno 2026 in tutto il mondo per
Sub Pop.
Il disco è stato prodotto dalla band presso i
Daft Studios di Bruxelles, mixato da
Kurt Ballou al
GodCity Studio di Salem (Massachusetts) e masterizzato da
Magnus Lindberg presso
Vrtkl Audio a Stoccolma.
"
Fantasia" include brani come "
The Day Of Execution", la title track e il nuovo singolo di oggi, l’epico "
A Storm Of Wings".
"
Fantasia" è già disponibile in preorder in formato CD, doppio vinile e digitale in tutto il mondo tramite
Sub Pop.
Il tour europeo degli
Slift per la primavera e l’estate 2026 ripartirà giovedì 16 aprile da Bourges (Francia) al
Printemps Du Bourges e proseguirà fino a sabato 15 agosto a Carhaix (Francia) al
Motocultor Festival.
Nuove date da headliner in Nord America ed Europa saranno annunciate a breve.
Maggiori informazioni su "
Fantasia"
In senso tecnico, ogni album precedente del luminoso e potente trio francese
Slift è stato una “fantasia”: una combinazione di generi e forme che ha permesso alla band di improvvisare, di sviluppare temi fino a farli sembrare avvitarsi insieme nello spazio.
Il loro acclamato terzo album, "
Ilion" (2024), era una storia fantascientifica costruita attraverso escursioni esplorative di 10-13 minuti, spesso partendo dal doom metal o dallo stoner rock prima di espandersi liberamente verso una gloriosa dissoluzione strumentale.
Ma, con una certa ironia intenzionale, il quarto album degli
Slift si intitola proprio "
Fantasia".
È il loro disco più essenziale e diretto fino a oggi; nel complesso, le otto tracce durano meno di 50 minuti.
È anche il loro album più coinvolgente, una saga incisiva sul superamento delle crisi globali, realizzata da una band che procede con determinazione, senza sprecare un solo secondo.
Volevano scrivere e realizzare canzoni che riconoscessero il tumulto di questi tempi e cantare una visione più speranzosa, un momento in cui arriva una resa dei conti.
Il gruppo non voleva perdere il messaggio suonando troppo.
A dimostrazione di ciò, il brano più lungo di "
Fantasia" è la title track di apertura, un preludio di nove minuti in cui
Jean Fossat grida i suoi desideri per il mondo: elevarsi sopra il dolore, seppellire la paura e trovare, individualmente e collettivamente, “un fuoco per la propria anima”.
Le canzoni che seguono non mancano della complessità o dell’intensità che hanno reso gli
Slift una stella emergente e radicale nella musica heavy; semplicemente, hanno trovato nuovi modi per intrecciare la complessità del loro passato all’interno di ogni brano, come un arazzo che rivela un nuovo livello ogni volta che lo si osserva.
Così facendo, offrono un messaggio affermativo e urgente: insieme, possiamo ancora cambiare i tempi in cui viviamo.
Sebbene solo
Jean e il bassista
Rémi Fossat siano parenti, gli
Slift sono di fatto una band di fratelli. Sono amici con il batterista
Canek Flores fin dai tempi del liceo, e il 2026 segna un decennio insieme in questo trio.
Provano con regolarità quasi religiosa in uno scantinato nella campagna vicino Tolosa, nella sala prove dove hanno a lungo coltivato la loro inclinazione per composizioni estese.
Ma per "
Fantasia" hanno costruito le canzoni in modo diverso.
Jean ha iniziato molti brani da solo, portandoli poi rapidamente alle prove con un’idea chiara e concisa di come dovessero prendere forma.
All’inizio, gli
Slift hanno faticato a mantenere i brani compatti, con le vecchie abitudini che li portavano a chiedersi se una canzone o un’altra non dovesse superare i dieci minuti. Tuttavia, quando hanno attraversato il confine settentrionale della Francia per registrare nell’enorme live room dei
Daft Studios in Belgio, i brani erano diventati snelli, agili e incisivi.
La maggior parte è stata registrata in una sola take.
Mentre
Jean Fossat scriveva il nucleo di "
Fantasia", ha pensato molto a
Jorge Luis Borges, l’autore argentino la cui narrativa intrecciava abilmente elementi di magia e surrealismo in ambientazioni quasi reali.
Voleva ottenere lo stesso effetto: aggiungere elementi soprannaturali alle sue riflessioni politiche, affinché l’ascoltatore potesse vedere la realtà in modo diverso, mettere in discussione ciò che gli sfugge.
Slift ha persino preso il titolo "
Orbis Tertius" da un racconto breve di
Borges del 1940, che utilizza l’idea dell’idealismo soggettivo — ovvero la convinzione che il mondo esista solo nei limiti della nostra mente — per porre domande su memoria, storia, possibilità e, in definitiva, controllo.
Fantasia è quindi una città immaginaria afflitta da ignoranza e xenofobia, dal tentativo di eliminare tutto ciò che disturba l’ordine stabilito.
La città prende forma in "
Corrupted Sky", dove tastiere inquietanti e una sezione ritmica incessante descrivono una città popolata da individui assetati di potere.
L’assolo di chitarra di Jean ricorda una sequenza di inseguimento in un videogioco, mentre cerca di sfuggire al destino arrivando a Fantasia.
Nel brano prog "
The Village" il nuovo arrivato viene trattato come veleno incarnato, mentre in "
A Storm Of Wings" ne prevede la caduta. In un potente inno,
Slift richiama
John Coltrane,
Charlie Parker e lo scrittore sovietico
Mikhail Bulgakov per preannunciare l’arrivo di una forza liberatrice, una verità redentrice.
Questa inizia lentamente a emergere nella seconda metà del disco, quando la memoria ritorna e le persone iniziano a ricordare di essere più della uniformità oppressiva della loro società.
"
Waiting Man", una ballata psichedelica rappresenta il punto di svolta. Il narratore si rende conto che il mondo a cui si è affidato è una menzogna.
“
Ho aspettato l’amore, ho aspettato il mio tempo”, canta
Jean Fossat con una voce più vulnerabile che mai.
“
Ho aspettato le stagioni della mia vita.”
Sa di dover trovare una via d’uscita verso qualcosa di migliore, finché è ancora possibile.
Oggi è fin troppo facile sentirsi impotenti.
Abbiamo accesso immediato alle notizie, e molte sono estremamente pesanti.
In "
Fantasia", gli
Slift affrontano direttamente questa realtà, dall’indifferenza verso il pianeta fino a quella verso gli altri.
Ma questi otto brani parlano anche di fiducia in una forza nascosta capace di reagire, di credere in un mondo in cui qualcosa che ancora non sappiamo definire possa non solo cambiare lo status quo, ma forse distruggerlo completamente. Gli
Slift sono rumorosi, potenti e aggressivi in questi inni: si preparano a una battaglia che credono possiamo ancora vincere.
Per ascoltare il singolo qui:
Photo Credit di Titouan Massé per uso promozionale su gentile concessione di Kizmaiaz.